Centrodestra fermo sulle Regionali, nodo Veneto irrisolto

Meloni tace, Zaia-Piantedosi ipotesi sul tavolo del vertice

Il vertice di maggioranza tenutosi a Palazzo Chigi non ha prodotto svolte significative sul fronte delle elezioni regionali, lasciando aperto il nodo politico legato alla candidatura in Veneto. Matteo Salvini ha definito l’incontro «positivamente concluso», mentre Antonio Tajani ha parlato di un confronto utile per il coordinamento dell’azione di governo, precisando che non si è entrati nel merito delle candidature. Giorgia Meloni, invece, non ha rilasciato alcuna dichiarazione, mantenendo una posizione di silenzio che alimenta l’incertezza.

Secondo indiscrezioni raccolte nei corridoi parlamentari, nonostante le smentite ufficiali, la questione delle prossime regionali sarebbe stata comunque affrontata, seppure in maniera interlocutoria. In particolare, resterebbe centrale l’impasse sul Veneto, una partita politica intricata e strettamente legata alla Campania. Il nome che sembra al momento catalizzare l’attenzione è quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, considerato una figura autorevole e potenzialmente competitiva contro un candidato forte del centrosinistra come Roberto Fico.

L’idea, secondo fonti parlamentari, è di prendersi qualche giorno in più per riflettere sulla possibilità di una candidatura di Piantedosi. In questo scenario, qualora l’attuale titolare del Viminale accettasse la sfida elettorale in Campania, si creerebbe un effetto domino con Luca Zaia che potrebbe entrare al governo, lasciando così libera la corsa alla presidenza del Veneto, obiettivo dichiarato di Fratelli d’Italia.

Un’operazione di questo tipo, sottolineano ambienti vicini alla Lega, comporterebbe però conseguenze più ampie, come un possibile rimpasto governativo, che andrebbe ben oltre la sola sostituzione al Ministero dell’Interno. Un’ipotesi questa che, secondo voci da Palazzo Chigi, continua a suscitare forti perplessità e viene valutata con estrema cautela. Al momento, si tratta solo di scenari ipotetici, in assenza di conferme ufficiali.

Nel frattempo, alcune fonti politiche rilanciano una soluzione alternativa che riporterebbe la situazione al punto di partenza: quella della candidatura del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia, nome già circolato nei mesi scorsi e mai accantonato del tutto. Questa ipotesi consentirebbe alla maggioranza di sbloccare lo stallo evitando cambiamenti nella compagine di governo e lasciando al Carroccio la guida della Regione Veneto.

I leader di maggioranza hanno deciso di aggiornare il confronto a lunedì prossimo, in un nuovo vertice che dovrebbe essere decisivo per delineare il quadro delle candidature. Fino ad allora, il dossier regionali resta in una situazione di attesa fluida, con le tensioni sotterranee tra Lega e Fratelli d’Italia ancora irrisolte e con uno schema che, pur essendo oggetto di riflessioni quotidiane, non trova ancora un punto di equilibrio politico condiviso.

(Sai-Vam/Adnkronos)

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