Cassazione conferma reato per condivisione
senza autorizzazione su Onlyfans
La Corte di Cassazione ha stabilito che diffondere immagini o video acquisiti su Onlyfans senza il consenso del creatore configura il reato di revenge porn. La sentenza specifica che il consenso all’uso del materiale è limitato alla sola visualizzazione da parte dell’acquirente, escludendo la facoltà di ulteriori condivisioni. Il caso riguarda un video sessualmente esplicito, originariamente condiviso in un rapporto privato a tre durante il lockdown, poi diffuso senza autorizzazione tra terzi.
La Suprema Corte ha inoltre ribaltato una sentenza d’appello, ritenendo valida la querela presentata dalla vittima, scattata dopo la diffusione del video fuori dal circuito privato. Viene chiarito che la natura della piattaforma impedisce la cessione dei diritti d’uso del materiale oltre la fruizione personale, rendendo così illegale la ripresa e la divulgazione di contenuti acquisiti tramite tecniche di registrazione dello schermo.
La sentenza rafforza la tutela della privacy digitale sottolineando come anche su Onlyfans la diffusione non autorizzata costituisca un reato penale perseguibile.
