Abbas: “Trump cerca la pace, ma Netanyahu deve essere arrestato”
Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Palestinese, ha dichiarato in una recente intervista al quotidiano Avvenire, in programma per la pubblicazione il 30 novembre 2024, che Donald Trump è favorevole alla pace in Medio Oriente, ma la situazione viene ostacolata dalle azioni di Benjamin Netanyahu. Secondo Abbas, sarebbe fondamentale che il primo ministro israeliano venga arrestato per consentire una ripresa delle trattative di pace. Il presidente palestinese ha anche espresso l’auspicio che il governo israeliano cessi le sue aggressioni, e ha indicato la necessità di un cambiamento di leadership per favorire la stabilizzazione della regione.
Il presidente palestinese ha anche annunciato che si recherà in Italia il 12 e 13 dicembre 2024, dove incontrerà Papa Francesco, il presidente Sergio Mattarella e il premier Giorgia Meloni. Il viaggio fa parte di una serie di incontri con leader internazionali, con l’obiettivo di continuare a promuovere la causa palestinese e il riconoscimento dello Stato palestinese. Abbas ha ribadito che il riconoscimento internazionale del suo popolo e la conclusione di un accordo con gli Stati Uniti sono passaggi necessari per il raggiungimento dell’indipendenza palestinese.
Riguardo alla figura di Donald Trump, Abbas ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti ascolta tanto gli israeliani quanto i palestinesi. “Dopo la sua elezione, ci siamo incontrati per discutere di pace. È stato un colloquio molto positivo e amichevole”, ha ricordato Abbas. Inoltre, il leader palestinese ha apprezzato l’influenza positiva della Arabia Saudita sui processi di pace, ricordando che Riyad ha ripetutamente ribadito il proprio sostegno per il riconoscimento dello Stato palestinese come parte di una visione di pace in Medio Oriente.
Abbas ha anche ricordato un episodio del passato in cui, insieme all’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha trattato un piano di pace per stabilire accordi con i Paesi arabi. Olmert gli chiese il supporto per una pace tra Israele e Siria, mediata dai turchi. Nonostante le difficoltà, Abbas ha sottolineato che la volontà di trovare una soluzione di pace c’era, ma il progetto venne interrotto a causa dell’incidente con la Freedom Flotilla e del ritiro dei mediatori turchi.
Nel corso dell’intervista, Abbas ha ringraziato il governo italiano e il popolo italiano per il loro continuo sostegno alla causa palestinese. Ha espresso apprezzamento per l’aiuto fornito a bambini palestinesi vittime delle aggressioni israeliane. “L’Italia è un alleato fondamentale nella promozione della pace e nel rispetto delle leggi internazionali”, ha detto. Inoltre, il presidente ha elogiato l’impegno della Santa Sede, sottolineando la sua gratitudine per l’evento storico organizzato da Papa Francesco in Vaticano, quando il Papa ha invitato insieme cristiani, musulmani ed ebrei a piantare un albero di ulivo per la pace.
Abbas ha concluso l’intervista esprimendo grande attesa per il suo incontro con il Papa, che considera un amico. Ha anche sottolineato l’importanza di continuare a pregare per la pace, ricordando l’invito del Papa alla preghiera per l’unità e la pace tra le religioni monoteiste.
