Nuova inchiesta denuncia crudeltà in allevamenti di maiali

Animal Equality rivela pratiche di abuso in un allevamento USA

Nuova inchiesta denuncia – Un’inchiesta condotta da Animal Euqality durante l’inverno 2024-2025 ha rivelato gravi abusi nei confronti degli animali all’interno di un allevamento di maiali situato negli Stati Uniti, con implicazioni dirette per una delle maggiori multinazionali del settore alimentare. Il team investigativo ha documentato crudeltà sistematiche in un impianto che rifornisce A. D., gigante del retail, con legami diretti con grandi catene alimentari americane.

I filmati raccolti mostrano immagini sconvolgenti di scrofe incinte rinchiuse in gabbie anguste, in cui non possono muoversi né interagire con altri animali. Questi spazi, noti come “gabbie di gestazione”, sono una pratica altamente controversa, da tempo denunciata per le sofferenze che infliggono agli animali. La ricerca ha anche documentato la morte prematura di maialini, abbandonati subito dopo la nascita, e animali con evidenti segni di maltrattamenti, tra cui ferite aperte e lesioni causate dal confinamento nelle gabbie. Alcuni maiali, visibilmente stressati, hanno mostrato comportamenti ripetitivi come la masticazione a vuoto, segno di un grave disagio psichico.

Questa indagine getta una nuova luce sul continuo utilizzo delle gabbie di gestazione in molte strutture, nonostante l’impegno pubblico di A. D., che nel 2014 si era promesso di eliminare questa pratica dalla sua catena di approvvigionamento negli Stati Uniti. L’azienda, tuttavia, ha continuamente posticipato la fine di tale pratica, fissando ora la nuova scadenza per il 2028, un impegno che arriva con un forte ritardo rispetto ad altri concorrenti come A. F. e M.’s, che hanno già compiuto progressi significativi verso l’eliminazione delle gabbie di gestazione.

Il rapporto solleva forti preoccupazioni sul fatto che, nonostante la consapevolezza delle atrocità documentate, l’azienda non abbia ancora intrapreso azioni concrete per migliorare le condizioni di vita degli animali nei suoi allevamenti fornitori. L’uso delle gabbie di gestazione è stato vietato in tutta l’Unione Europea e in 11 stati americani, ma in molti altri luoghi, come gli Stati Uniti, la pratica è ancora ampiamente diffusa, con circa il 60% delle femmine di maiale rinchiuse in queste strutture.

La reazione del pubblico è stata immediata e furiosa. Proteste hanno avuto luogo davanti alle sedi di A. D. sia nel Massachusetts che ad Amsterdam, con numerose manifestazioni che hanno preso piede in vari paesi europei e negli Stati Uniti. Queste manifestazioni sono un chiaro segno del crescente malcontento pubblico riguardo alle condizioni di allevamento degli animali in tutta l’industria alimentare.

Gli esperti di benessere animale, che hanno commentato l’inchiesta, hanno sottolineato che le gabbie di gestazione rappresentano una delle forme più gravi di crudeltà inflitta agli animali, privandoli della possibilità di esprimere comportamenti naturali. Tali pratiche non solo causano dolore fisico agli animali, ma provocano anche gravi danni psicologici, portando a stress e disturbi comportamentali a lungo termine.

A. E. ha chiesto all’azienda di onorare la sua promessa e di agire immediatamente per porre fine all’uso delle gabbie di gestazione. “La mancanza di azione di A. D. è un chiaro segno di disprezzo nei confronti degli animali e un tradimento della fiducia dei consumatori”, ha dichiarato O. A., responsabile delle campagne di A. E. Italia. “Gli animali stanno pagando il prezzo di questo ritardo, e chiediamo all’azienda di prendersi le sue responsabilità”.

La crescente indignazione pubblica, evidenziata dalle manifestazioni, dimostra un aumento della consapevolezza globale riguardo al trattamento degli animali nell’industria alimentare. L’indagine e le sue rivelazioni sono un appello urgente per riforme più rapide e significative nelle pratiche di allevamento, in modo da fermare la sofferenza di milioni di animali ancora intrappolati in strutture crudeli e disumane.

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