Parlamento Ue approva uso armi a lungo raggio: Ucraina al centro

a supporto dell'Ucraina nella sua guerra contro la Russia

Parlamento Ue approva uso armi a lungo raggio: Ucraina al centro

Parlamento Ue approva – Il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’utilizzo di armi a lungo raggio a supporto dell’Ucraina nella sua guerra contro la Russia. Questa decisione è stata accompagnata da una dichiarazione in cui si afferma che, senza la capacità di colpire in territorio russo, Kiev non sarebbe in grado di esercitare pienamente il suo diritto all’autodifesa e rimarrebbe vulnerabile ad attacchi contro la sua popolazione e le infrastrutture. Le reazioni da Mosca non si sono fatte attendere, con minacce che hanno incluso l’ipotesi di lanciare un missile Sarmat in grado di raggiungere Bruxelles in appena tre minuti.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si appresta a visitare gli Stati Uniti il prossimo 26 settembre, dove presenterà al presidente Joe Biden il cosiddetto “Piano della vittoria”. L’incontro si svolgerà alla Casa Bianca, come confermato dall’ufficio stampa di Zelensky. La visita sarà un momento cruciale per consolidare il sostegno americano all’Ucraina, in un momento particolarmente delicato per la guerra in corso.

Oltre all’incontro con Biden, il presidente ucraino ha in programma colloqui con la vicepresidente Kamala Harris e rappresentanti del Congresso statunitense di entrambi i partiti, con l’obiettivo di rafforzare l’appoggio bipartisan alla causa ucraina. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax Ukraine, Zelensky potrebbe incontrare anche l’ex presidente Donald Trump, che ha un ruolo significativo nel contesto politico americano. La visita includerà inoltre la partecipazione di Zelensky all’Assemblea Generale dell’Onu, dove avrà ulteriori incontri bilaterali con leader internazionali.

In parallelo a questi sviluppi, il segretario generale uscente della Nato, Jens Stoltenberg, ha tenuto il suo discorso di fine mandato, che terminerà ufficialmente il 1 ottobre. Nel suo intervento, Stoltenberg ha dichiarato che lascia un’alleanza “più forte e unita”, riferendosi ai dieci anni di guida dell’organizzazione, iniziata nel 2014. Ha evidenziato come le sfide affrontate durante il suo mandato, inclusi la pandemia di COVID-19, la crisi climatica e i conflitti internazionali, abbiano richiesto un rafforzamento della spesa militare dei paesi membri, affermando che il 2% del PIL per la difesa non sarà sufficiente nel lungo termine.

Rivolgendo l’attenzione alla Russia, Stoltenberg ha sottolineato come la dipendenza dal gas russo non sia solo una questione economica, ma abbia un peso politico. Ha avvertito i membri della Nato di non ripetere lo stesso errore con le risorse minerali provenienti dalla Cina, facendo chiaro riferimento all’importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento. Stoltenberg ha infine confermato che il suo successore sarà l’ex primo ministro olandese Mark Rutte, e che l’alleanza sarà in mani sicure sotto la sua guida.

L’incontro tra Zelensky e Biden, scrive Rai, sarà uno degli eventi più importanti della prossima settimana, in un contesto in cui la guerra in Ucraina continua a provocare tensioni a livello internazionale. Secondo quanto dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, i leader discuteranno delle strategie di difesa e del sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, ribadendo l’impegno americano a rimanere al fianco di Kiev fino al raggiungimento della vittoria.

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