Mosca intensifica i raid, colpita base a Odessa e Dnipro
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo allarme sui rischi legati all’espansione dell’aggressività russa. In un’intervista rilasciata a Sky News, alla vigilia del vertice Nato all’Aja, ha affermato che un attacco della Russia a un Paese dell’Alleanza Atlantica potrebbe verificarsi entro un arco temporale di cinque anni. Zelensky ha inoltre criticato l’obiettivo di spesa militare fissato dalla Nato, definendolo potenzialmente insufficiente, nonostante il recente innalzamento al 5% del PIL.
Secondo il leader ucraino, la Federazione Russa potrebbe acquisire capacità militari significativamente superiori entro il 2030. Al momento, ha aggiunto, l’esercito ucraino riesce ancora a ostacolare l’avanzata di Mosca, impedendole di organizzare e addestrare efficacemente le truppe, che vengono neutralizzate direttamente sul campo.
Sul fronte diplomatico, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che incontrerà “probabilmente” Zelensky nel corso del vertice. Una fonte ucraina ha riferito all’Afp che le due delegazioni stanno completando i dettagli organizzativi dell’incontro, previsto per il primo pomeriggio. I colloqui si concentreranno sulle sanzioni economiche contro Mosca e sul supporto militare a Kiev. Alla domanda su cosa intenda dire al presidente ucraino, Trump ha replicato con una frase generica, sottolineando la difficoltà della situazione in cui si trova Kiev.
Nel frattempo, il conflitto sul terreno continua a provocare vittime civili. A Dnipro, un raid aereo condotto dalle forze armate russe ha causato almeno sette morti e settanta feriti, secondo quanto riportato dal governatore della regione, Sergiy Lysak. Tra i feriti si contano anche dieci bambini. L’attacco ha avuto luogo mentre i leader dell’Alleanza Atlantica si riunivano all’Aja, spingendo il vice ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiga a sottolineare come Mosca continui a respingere ogni proposta di pace, inviando invece “messaggi di terrore”.
Un altro bombardamento ha colpito la regione di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina. L’attacco, condotto tramite droni, ha ucciso tre persone, tra cui un bambino di otto anni. Le esplosioni, secondo quanto riferito dalle autorità locali, hanno provocato danni estesi e innescato incendi. Tre persone sono rimaste ferite, una delle quali in gravi condizioni, e numerose abitazioni sono andate distrutte.
Ulteriori attacchi si sono verificati anche nell’Ucraina orientale. Nella regione di Kharkiv, tre civili sono stati feriti a seguito di nuovi raid aerei russi. Il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, ha reso noto che sette droni di fabbricazione iraniana del tipo Shahed sono stati lanciati contro la città. Uno di questi non è esploso. L’attività militare nella zona continua ad aumentare, in un contesto che vede l’intensificarsi degli scontri anche in altre aree strategiche.
Un attacco mirato ha interessato una base di addestramento militare nella regione di Odessa. Secondo quanto riportato dall’agenzia russa Ria Novosti, le truppe di Mosca hanno colpito un impianto dove ufficiali stranieri erano impegnati nella formazione di reparti ucraini specializzati in operazioni marittime e sabotaggi condotti tramite veicoli senza equipaggio. Nello stesso contesto sarebbe stato centrato anche un deposito di carburante e lubrificanti.
Le dichiarazioni provenienti da Mosca, nel frattempo, offrono un quadro diverso del conflitto. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, intervenendo al forum Primakov, ha affermato che l’Occidente ha ormai abbandonato l’obiettivo della sconfitta strategica della Russia, optando invece per richieste di cessate il fuoco “senza precondizioni”. Una posizione che, ha ricordato Lavrov, lo stesso Zelensky aveva rifiutato in passato.
Lavrov ha inoltre evidenziato come, a suo dire, le strategie dei Paesi occidentali siano cambiate in maniera repentina e incoerente, segno del fallimento dell’approccio iniziale. La Russia, al contrario, avrebbe mantenuto – secondo il ministro – una linea coerente, ribadita dal presidente Vladimir Putin anche durante il recente Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.
In questo scenario si intensificano i segnali di escalation, sia militare che politica. Mentre sul campo si susseguono gli attacchi che colpiscono infrastrutture e civili, a livello diplomatico resta alta la tensione tra Kiev e Mosca. Zelensky insiste sulla necessità di supporto da parte degli alleati, anche in vista della possibilità che il conflitto possa estendersi oltre i confini ucraini. I raid russi proseguono su più fronti, e le prospettive di un accordo sembrano ancora lontane.
(Crc/Adnkronos)
