Putin apre a incontro con Zelensky per chiudere il conflitto

Colloqui diretti possibili dopo negoziati tra Russia e Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin ha manifestato la disponibilità a incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, indicando che un confronto diretto potrebbe avvenire nella fase conclusiva delle trattative volte a porre fine al conflitto iniziato oltre tre anni fa. Durante un incontro con agenzie di stampa a San Pietroburgo, Putin ha sottolineato l’intenzione di Mosca di giungere a una risoluzione rapida e preferibilmente pacifica della guerra.

Secondo il leader del Cremlino, i negoziatori di entrambe le parti sono pronti a un dialogo diretto dopo il 22 giugno, in un momento che potrebbe rappresentare l’ultimo stadio della mediazione. La delegazione russa mantiene contatti regolari con i rappresentanti ucraini, in un clima che lascia intendere un’apertura verso un’intesa.

Putin ha evidenziato che la soluzione dovrà garantire una pace duratura, capace di evitare il riaccendersi delle ostilità nel lungo periodo. Ha ribadito la necessità che gli accordi siano sottoscritti da autorità ucraine legittime, facendo riferimento in modo implicito ai dubbi russi sulla legittimità dell’attuale governo di Kiev.

Tra le condizioni poste da Mosca figura il riconoscimento del diritto delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk alla separazione dall’Ucraina, senza necessità di consultare il governo centrale.

Il presidente russo ha respinto l’accusa secondo cui l’attacco recente sulla capitale ucraina avrebbe colpito obiettivi civili, affermando che gli obiettivi colpiti erano strutture militari. Putin ha inoltre riferito che la Russia ha restituito alle autorità di Kiev i corpi di circa 6.000 soldati, e che intende consegnarne altri 3.000, mentre ha ricevuto in cambio solo 57 corpi di militari russi.

Su un piano più ampio, Putin ha dichiarato di condividere la posizione dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sostiene che la guerra non sarebbe mai iniziata se Trump fosse rimasto alla Casa Bianca. Ha anche espresso disponibilità a un incontro con Trump, ma ha sottolineato la necessità di una preparazione accurata per un eventuale colloquio.

Riguardo ai rapporti con l’Occidente, Putin si è detto aperto a riprendere il dialogo, citando il cancelliere tedesco Friedrich Merz come interlocutore con cui è disposto a confrontarsi. Ha ricordato che il precedente cancelliere Olaf Scholz aveva avuto un contatto telefonico con lui dopo un lungo periodo di interruzione nelle comunicazioni.

Putin ha inoltre sottolineato come l’Ucraina non possa utilizzare autonomamente i missili Taurus prodotti in Germania, poiché richiedono la presenza di specialisti tedeschi per il loro impiego. Ha menzionato anche la presenza di carri armati tedeschi nella regione di Kursk, sottolineando come Berlino riconosca quella zona come parte integrante del territorio russo.

Sul tema della Nato, il presidente russo ha affermato che la Federazione non considera il rafforzamento militare dell’Alleanza una minaccia diretta, in quanto la Russia si ritiene autosufficiente nel garantire la propria sicurezza e continua a potenziare le sue forze armate e capacità difensive. Tuttavia, ha precisato che qualsiasi iniziativa della Nato venga percepita come pericolosa sarà neutralizzata senza esitazione.

Putin ha definito infondate le accuse rivolte alla Russia di pianificare un’aggressione verso i paesi europei e membri Nato, definendo tali affermazioni come una menzogna diffusa per giustificare posizioni politiche in Europa occidentale.

Il presidente russo ha dunque delineato una posizione che mantiene aperta la possibilità di un confronto diretto con Kiev, ma pone condizioni precise per un accordo, ribadendo al contempo la propria visione strategica sul conflitto e sui rapporti con l’Occidente.

(Gro/Adnkronos)

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