Ucciso il brigadiere Legrottaglie, preso il complice in fuga
Francavilla – Un conflitto a fuoco tra due malviventi e una pattuglia dei carabinieri è costato la vita al brigadiere capo Carlo Legrottaglie, 59 anni, durante un inseguimento nella zona industriale di Francavilla Fontana, nel brindisino. Uno dei due rapinatori, Michele Mastropietro, è rimasto ferito nello scontro a fuoco e successivamente è deceduto. Il complice, Camillo Giannattasio, è stato arrestato dopo la fuga e ora si trova in custodia.
Secondo quanto emerso dalle indagini finora condotte, la vicenda ha avuto inizio nella mattinata, quando una pattuglia dei carabinieri ha notato un’auto sospetta ferma sul ciglio della strada all’interno dell’area industriale del comune pugliese. A bordo del mezzo si trovavano due uomini, identificati in seguito come Mastropietro e Giannattasio. Alla vista dei militari, i due hanno avviato repentinamente la marcia nel tentativo di dileguarsi, dando il via a un inseguimento ad alta velocità.
Durante la fuga, il veicolo ha perso il controllo finendo contro un muretto. I due occupanti hanno allora abbandonato l’auto e hanno cercato di allontanarsi a piedi attraverso i campi. I carabinieri hanno proseguito l’inseguimento a piedi: il conducente della pattuglia ha seguito uno dei due fuggitivi, mentre Legrottaglie si è diretto verso l’altro uomo, rivelatosi poi Mastropietro. Poco dopo si sono uditi colpi d’arma da fuoco. La dinamica esatta resta ancora oggetto di accertamenti, ma il brigadiere capo è stato colpito mortalmente.
Francavilla
Il collega presente sul posto, sentiti gli spari, si è precipitato verso il punto dello scontro per prestare soccorso. I due uomini in fuga, nel frattempo, sono riusciti ad allontanarsi dirigendosi verso una masseria situata nelle campagne di Grottaglie, in provincia di Taranto. Alcuni residenti hanno notato la loro presenza e segnalato il fatto alle forze dell’ordine, che hanno rapidamente circondato l’area.
All’arrivo delle pattuglie, i due sospetti hanno aperto nuovamente il fuoco contro gli agenti. La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata: nello scontro a fuoco è rimasto ucciso Mastropietro, mentre Giannattasio è stato bloccato e arrestato.
Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato i controlli sull’identità dei due uomini. Michele Mastropietro, 59 anni, originario di Carosino, era già noto alle forze di polizia. Nel suo passato risultano diversi reati, tra cui furti, rapine, un tentato omicidio e un assalto a un furgone portavalori. In particolare, nel 2013 era stato arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Taranto per la partecipazione a una rapina a un mezzo blindato avvenuta a Monteiasi, lungo la strada provinciale che collega Taranto a Grottaglie. In quella circostanza agì insieme ad altri tre complici.
Camillo Giannattasio, 56 anni, anch’egli di Carosino, risulta invece incensurato. Al momento sono in corso ulteriori accertamenti sul suo eventuale coinvolgimento in altri reati e sulle circostanze che lo hanno condotto a prendere parte a questo episodio.
L’intera vicenda ha suscitato grande commozione nelle comunità di Francavilla Fontana e Grottaglie, dove si sono svolte le operazioni di ricerca e dove è avvenuto l’ultimo scontro a fuoco. La Procura ha aperto un’inchiesta per ricostruire la dinamica dei fatti, chiarire il numero esatto di colpi esplosi e stabilire le responsabilità penali.
Il brigadiere capo Carlo Legrottaglie, rimasto ucciso nell’adempimento del proprio dovere, lascia la moglie e due figli. Originario di una località della provincia di Taranto, era da anni in servizio nella zona. Nelle prossime ore verranno comunicati i dettagli relativi alle esequie ufficiali.
Gli inquirenti stanno analizzando i tabulati telefonici e i movimenti precedenti dei due sospettati, nel tentativo di comprendere se il loro comportamento potesse far parte di un disegno più ampio, come la pianificazione di una rapina o altri atti criminali. Gli investigatori non escludono che i due stessero preparando un colpo nella zona industriale, considerata la scelta del luogo e l’atteggiamento assunto alla vista della pattuglia.
Intanto, il fermo di Giannattasio è stato convalidato. L’uomo è stato trasferito in carcere in attesa di ulteriori sviluppi. La sua posizione potrebbe aggravarsi in base all’esito degli accertamenti balistici e ai rilievi svolti sulla scena del crimine.
Le operazioni sono state coordinate dalle forze di polizia locale, con il supporto del comando provinciale dei carabinieri e delle unità specializzate. I rilievi tecnico-scientifici proseguono per stabilire con esattezza la traiettoria dei colpi e il punto in cui è avvenuto il primo scontro.
