Trump chiama Putin: spiragli per tregua in Ucraina

Colloquio di due ore, si lavora a negoziati diretti

Donald Trump ha annunciato di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, durato oltre due ore, durante il quale è stata affrontata in modo diretto la questione del conflitto in Ucraina. L’ex presidente statunitense ha rivelato di aver chiesto esplicitamente a Putin quando sarà possibile mettere fine alla guerra, parlando di un’urgente necessità di cessare il bagno di sangue.

“Gli ho chiesto: ‘Quando finisce tutto questo, Vladimir?’”, ha affermato Trump in dichiarazioni rilasciate nello Studio Ovale. Il tycoon ha poi ribadito che, secondo la sua opinione, la guerra in Ucraina non sarebbe mai iniziata se fosse stato lui alla guida degli Stati Uniti al momento dello scoppio delle ostilità. “Questa non è la mia guerra. Se fossi stato presidente, non sarebbe mai cominciata”, ha insistito.

Trump ha evidenziato la sproporzione degli investimenti americani nel conflitto rispetto a quelli europei, sottolineando come Washington abbia speso tre volte tanto rispetto all’Europa per sostenere l’Ucraina. Ha aggiunto di aver visionato immagini satellitari drammatiche della situazione sul campo, con una media settimanale di 5.000 giovani che perdono la vita.

Nel colloquio con Putin, Trump avrebbe esortato il presidente russo a interrompere le ostilità. “Gli ho detto chiaramente: devi fermare tutto questo. E credo che voglia davvero arrivare a una conclusione”, ha spiegato, mostrando ottimismo sulla possibilità che Putin sia ormai incline a fermare il conflitto. “Se non credessi nella sua volontà di farlo, non gli avrei nemmeno parlato”.

Alla domanda su una possibile “linea rossa” oltre la quale gli Stati Uniti potrebbero intervenire più direttamente, Trump ha risposto che una linea esiste, ma non sarà resa pubblica. “Renderla nota complicherebbe ulteriormente i negoziati”, ha osservato, ribadendo che la guerra non dovrebbe essere una questione americana e che “ci hanno trascinati in una situazione che spettava all’Europa gestire”.

Trump ha poi espresso l’auspicio che l’Ucraina stia facendo quanto necessario per favorire la pace, ma ha aggiunto che sarà possibile fornire una valutazione più chiara nel giro di due o quattro settimane. Ha inoltre riconosciuto la determinazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, descrivendolo come “una figura forte, con cui non è facile negoziare”.

Quanto all’ipotesi di affidare al Vaticano un ruolo di mediazione nei futuri colloqui, Trump ha dichiarato che una sede neutrale come Roma sarebbe un’ottima scelta per ospitare trattative serie tra le parti coinvolte.

Il colloquio telefonico ha rappresentato un momento significativo nell’iniziativa statunitense volta a favorire un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. Trump ha annunciato pubblicamente su Truth Social che le due nazioni “daranno avvio immediatamente a negoziati per il cessate il fuoco e, auspicabilmente, per la fine della guerra”. Ha precisato che i termini dell’intesa verranno definiti direttamente tra Mosca e Kiev, le uniche a conoscere a fondo le dinamiche della guerra e i dettagli negoziali.

Subito dopo la telefonata con Putin, Trump ha informato una serie di leader occidentali, tra cui Zelensky, Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Alexander Stubb e Keir Starmer. A tutti ha comunicato l’imminente inizio dei colloqui di pace. In tale contesto, ha ribadito l’interesse del Vaticano a ospitare il processo negoziale.

In un ulteriore messaggio pubblicato sul suo social, Trump ha affermato che la Russia punta a riprendere su larga scala le relazioni commerciali con gli Stati Uniti, una volta terminato il conflitto. “Mosca ha un enorme potenziale per generare ricchezza e occupazione”, ha affermato. Allo stesso modo, anche l’Ucraina potrebbe beneficiare di uno sviluppo economico rilevante nella fase di ricostruzione post-bellica, ha aggiunto.

Dal canto suo, il presidente russo ha confermato, al termine della conversazione, che il colloquio è stato “utile, sincero e ricco di informazioni”. Putin ha ribadito la disponibilità di Mosca a intraprendere un percorso negoziale che porti a una soluzione pacifica della crisi, purché si trovino punti di compromesso condivisi con Kiev.

Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass, Putin ha annunciato l’intenzione di proporre un “memorandum” che delinei le condizioni per un eventuale cessate il fuoco, definendo principi, tempistiche e modalità di un possibile accordo. Il leader del Cremlino ha indicato che i contatti con Kiev avviati di recente a Istanbul rappresentano un passo nella giusta direzione.

“La posizione della Russia è chiara: vogliamo eliminare le cause profonde del conflitto. Ora dobbiamo trovare i metodi più efficaci per procedere verso la pace”, ha dichiarato Putin.

Sul fronte ucraino, la presidenza di Kiev ha riferito che Zelensky ha parlato con Trump prima del colloquio con Putin, smentendo quanto indicato inizialmente da fonti americane. Zelensky ha specificato di aver chiesto a Trump di non prendere alcuna decisione riguardante il futuro dell’Ucraina senza il preventivo consenso di Kiev.

In una conferenza stampa successiva, il presidente ucraino ha affermato di non essere stato ancora informato dei dettagli riguardanti il presunto memorandum proposto da Mosca, ma ha assicurato che, una volta ricevute eventuali proposte, l’Ucraina esprimerà una posizione ufficiale.

Zelensky ha anche posto l’accento sul tema delle sanzioni, chiedendo maggiore fermezza agli Stati Uniti. “Le misure restrittive americane in ambito bancario ed energetico potrebbero fare la differenza nel fermare la macchina bellica russa”, ha dichiarato. Il presidente ucraino ha invitato l’Unione Europea a svolgere un ruolo attivo nel sollecitare Washington in tal senso.

Durante il suo intervento su X, Zelensky ha definito il momento attuale “cruciale” per il destino del conflitto. Ha affermato che il mondo potrà ora verificare se i suoi leader sono davvero capaci di porre fine alla guerra e raggiungere una pace concreta.

“L’Ucraina è pronta a trattare direttamente con la Russia in qualsiasi formato possa produrre risultati. Valutiamo tutte le opzioni, dalla Turchia al Vaticano, fino alla Svizzera”, ha affermato. Ha inoltre sottolineato che Kiev è disposta a negoziare con decisione, a condizione che anche Mosca dimostri reale volontà di intraprendere un percorso significativo verso la fine del conflitto.

In attesa che i prossimi sviluppi confermino o meno le dichiarazioni delle parti, la comunità internazionale guarda con attenzione a quanto potrà scaturire dai contatti avviati tra Trump, Putin e Zelensky. L’iniziativa ha aperto un canale diplomatico inatteso, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nel lungo conflitto tra Russia e Ucraina.

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