Meloni: Italia e Ue più forti nella difesa, avanti con riforme

“No a dimissioni se il premierato sarà bocciato”

In occasione del question time al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito con fermezza la linea del governo in tema di sicurezza, riforme, politica estera e gestione delle emergenze economiche e sociali. Al centro del suo intervento, la difesa europea, il premierato, l’immigrazione, l’energia e la sanità. Nessuna disponibilità alle dimissioni in caso di mancata approvazione delle riforme costituzionali.

Sul fronte della sicurezza e della difesa, Meloni ha sottolineato la necessità che l’Italia e l’Unione europea rafforzino la propria autonomia strategica, in parallelo al pilastro nordamericano della Nato. Ha ricordato come già nel 2014 gli Stati membri si fossero impegnati a raggiungere una spesa per la difesa pari al 2% del PIL. Un obiettivo che, secondo la premier, verrà finalmente centrato dall’Italia nel 2025 grazie all’azione dell’attuale esecutivo.

Il piano di potenziamento nazionale comprende il riconoscimento di nuove voci di spesa compatibili con i parametri dell’Alleanza Atlantica. Escluso l’utilizzo dei fondi di coesione a questo scopo, Meloni ha specificato che l’Italia ha contribuito ad impedire che queste risorse venissero distolte per finalità militari.

Meloni ha chiesto un’attenzione maggiore anche per il fronte sud della Nato, evidenziando il rischio crescente delle minacce ibride in quell’area. Ha quindi auspicato un riequilibrio dell’interesse strategico dell’Alleanza.

In ambito internazionale, la premier ha rivendicato i risultati ottenuti in politica estera. L’Italia, a suo dire, ha riguadagnato centralità nell’UE, come dimostrato dalla nomina di un vicepresidente con deleghe di peso nella Commissione europea e da un’inversione di tendenza su dossier complessi come l’immigrazione.

Positivo anche il bilancio della presidenza italiana del G7, che ha puntato a mantenere coesa l’alleanza euroatlantica. Meloni ha respinto le critiche su presunti trasferimenti di fondi pubblici al governo americano, affermando che i 40 miliardi di euro citati riguardano, in realtà, investimenti promessi dagli Emirati Arabi Uniti.

Rispetto al conflitto ucraino, la linea del governo resta quella di un sostegno attivo alla ricerca di una pace giusta e duratura. Roma continua a sostenere il cessate il fuoco e invita la Russia a dimostrare volontà negoziale. Parallelamente, sul fronte mediorientale, l’Italia sostiene le iniziative di mediazione dei Paesi arabi, ritenuti interlocutori chiave per la stabilità regionale e per la realizzazione della soluzione dei due Stati.

Nel rispondere a interrogazioni sulle tensioni tra India e Pakistan, la presidente ha confermato il monitoraggio della situazione in coordinamento con gli alleati.

Sul tema dell’immigrazione, Meloni ha elencato i risultati raggiunti dal governo, dichiarando che l’approccio adottato ha portato a un netto calo degli sbarchi irregolari e delle vittime in mare. Ha rimarcato l’importanza dell’accordo bilaterale con l’Albania per la gestione dei migranti, sottolineando che già il 25% degli ospiti dei centri è stato rimpatriato.

Nessuna apertura invece all’uso dei fondi di coesione europei per finanziare misure di controllo migratorio, in linea con la posizione assunta dall’Italia nei tavoli europei. Il governo considera significativa la proposta della Commissione europea di stilare una lista di Paesi sicuri, utile a velocizzare le procedure di espulsione.

In tema di riforme istituzionali, Meloni ha confermato la volontà della maggioranza di proseguire con determinazione sull’introduzione del premierato. In risposta a Matteo Renzi, ha escluso l’ipotesi di dimissioni nel caso di bocciatura referendaria, criticando invece l’atteggiamento di chi, in passato, si è dimesso pur avendo promosso il medesimo percorso.

I risultati ottenuti sul piano dei conti pubblici sono stati valorizzati con riferimento alla recente promozione da parte di S&P. Secondo la premier, ciò dimostra l’affidabilità dell’Italia agli occhi di investitori e risparmiatori, smentendo le previsioni negative avanzate al momento dell’insediamento del governo.

Sulla politica fiscale, la presidente ha dichiarato l’intenzione di estendere progressivamente le misure di sostegno dal ceto più fragile alla classe media, con un’attenzione parallela per le imprese. Il contenimento dei costi energetici resta una delle priorità più complesse e urgenti.

Meloni ha poi rivendicato i risultati in materia di occupazione, sottolineando come i dati Istat del primo trimestre 2025 confermino l’efficacia dell’azione dell’esecutivo. La crescita dei salari e la tutela del potere d’acquisto sono tra gli obiettivi centrali della maggioranza.

La sicurezza sul lavoro è stata definita una battaglia condivisa, al centro del confronto con i sindacati. Il governo intende premiare le imprese virtuose e rafforzare i meccanismi di controllo e prevenzione, accogliendo anche le proposte del mondo sindacale.

In ambito industriale, Meloni ha segnalato come la contrazione della produzione in Italia sia stata inferiore rispetto a Francia e Germania. Ha attribuito le difficoltà del comparto automotive alla transizione ecologica imposta dall’UE, definita ideologicamente sbilanciata e poco compatibile con i sistemi produttivi nazionali.

In materia di energia, la premier ha descritto la cooperazione con gli Stati Uniti come strategica per la diversificazione delle forniture. Ha precisato che l’attuale dipendenza dal gas naturale liquefatto americano non può essere interpretata come un gesto verso una parte politica statunitense.

Sul disaccoppiamento tra gas e energia elettrica, Meloni ha affermato che il governo si è battuto in sede europea fin dall’inizio del mandato, auspicando un fronte comune maggioranza-opposizione su questa battaglia. Ha ricordato anche i contenuti strutturali dell’ultimo decreto bollette, con misure in favore dei clienti vulnerabili.

In ambito sanitario, la premier ha lamentato l’inefficienza di alcune Regioni nella gestione delle liste d’attesa, spiegando che il governo ha previsto poteri sostitutivi in caso di inadempienze locali.

La lotta alla violenza di genere è stata qualificata come una priorità. Meloni ha ricordato le misure adottate: finanziamenti alle case-rifugio, sostegno alle vittime, reinserimento lavorativo, promozione del numero antiviolenza 1522, formazione specifica per gli operatori e azioni di sensibilizzazione.

Sul fronte energetico, la premier ha rivendicato la decisione del governo di avviare un percorso normativo per la produzione di energia nucleare tramite piccoli reattori, ritenuti sicuri e sostenibili.

Infine, in tema di Pnrr, Meloni ha riconosciuto l’efficacia di Industria 4.0, annunciando la valutazione con la Commissione UE per includere anche le misure di Transizione 5.0. Ha sottolineato la disponibilità del governo a migliorare le progettualità già avviate, anche se ideate da governi precedenti.

Tra i membri del governo presenti in aula durante il question time, erano seduti numerosi ministri di peso, a sottolineare la centralità del momento parlamentare e la compattezza dell’esecutivo nella difesa della propria agenda politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.