“Nessuna subalternità, avanti con le riforme promesse”
A quasi due anni e mezzo dall’insediamento, Giorgia Meloni fa il punto sulla sua esperienza a Palazzo Chigi, dichiarando che il suo esecutivo, ormai il quinto più duraturo nella storia repubblicana, gode di una stabilità che accresce la credibilità internazionale dell’Italia. “La sensazione è duplice: da una parte sembra passato molto tempo, dall’altra ci sentiamo solo all’inizio di un percorso ancora lungo”, afferma la premier, sottolineando l’impegno costante del governo nel mantenere le promesse fatte agli elettori.
Orgoglio e risultati: fiducia ritrovata
Tra le priorità già affrontate, Meloni evidenzia il recupero dell’orgoglio nazionale: “La cosa più importante è quando gli italiani dicono di aver ritrovato fiducia”. Questo sentimento, a suo avviso, si riflette anche nell’immagine positiva dell’Italia all’estero, che – sostiene – è oggi sinonimo di affidabilità. Tra le misure rivendicate ci sono i progressi su occupazione, immigrazione e sicurezza, con l’ambizione di essere ricordati come il governo che ha migliorato il mondo del lavoro, ridotto il precariato e rafforzato la tutela sui luoghi di impiego.
Natalità e caro energia: le sfide aperte
L’insoddisfazione maggiore, invece, riguarda i dati ancora insufficienti sulla natalità. “Abbiamo stanziato risorse importanti, ma non bastano”, afferma, auspicando una svolta culturale che non faccia percepire la maternità come un ostacolo. Un altro nodo critico è il costo dell’energia: “Serve un intervento strutturale per rendere il nostro sistema competitivo”.
Riforme strutturali: premierato e giustizia al centro
Meloni ribadisce la centralità della riforma del premierato, considerata “la madre di tutte le riforme”, insieme a giustizia, autonomia differenziata e fisco. L’obiettivo è dare piena legittimazione al voto dei cittadini e rafforzare la democrazia. Quanto al Ponte sullo Stretto, Meloni conferma l’impegno: “È un’opera ambiziosa, ma stiamo rispettando la tabella di marcia”.
Le delusioni personali: attacchi sessisti e familiari nel mirino
Nel tracciare un bilancio umano di questi 900 giorni, la presidente confessa la sua delusione per gli attacchi personali rivolti alla sua famiglia e per il silenzio davanti a episodi di sessismo nei suoi confronti. “Non dobbiamo abituarci a questa barbarie. Non è giusto”, ammonisce.
Libertà di stampa e pluralismo: “L’Italia è libera, altro che bavaglio”
Alle accuse sull’erosione della libertà di stampa, Meloni risponde che l’Italia gode di una stampa vivace e agguerrita, con numerose voci critiche. “Non abbiamo sostituito un’egemonia con un’altra, ma garantito spazi a chi prima era escluso”.
Social e AI: “Serve equilibrio tra libertà e responsabilità”
Sui social media, Meloni riconosce il loro peso crescente nella formazione del consenso, specie tra i più giovani. Apprezza le iniziative contro la disinformazione, ma mette in guardia: “Vietato scivolare nella censura delle opinioni non allineate”.
Antifascismo e violenza politica: “No all’uso ideologico”
In linea con le parole di Fini, Meloni distingue tra chi difende davvero la democrazia e chi lo fa in modo selettivo. “Rifiuto l’uso strumentale dell’antifascismo”, spiega, condannando i nuovi episodi di odio politico e rilanciando l’impegno contro ogni forma di violenza.
Carceri, niente amnistia ma più spazi e umanità
Accogliendo l’appello del Papa e di Casini, Meloni assicura attenzione alle condizioni carcerarie. Esclude amnistie o “svuotacarceri”, puntando invece a un aumento strutturale della capienza detentiva: “Obiettivo: diecimila nuovi posti entro fine legislatura”.
Salari e inflazione: “Invertita la rotta, ma c’è da fare”
La premier difende le scelte del governo sul fronte economico, rivendicando i risultati sull’occupazione e gli interventi per sostenere i redditi bassi. “Con il taglio del cuneo fiscale e gli incentivi all’assunzione, la rotta è cambiata. Ma la sfida salariale è ancora aperta”, ammette.
Relazioni con gli USA: “Leali a Trump, ma l’Italia non si piega”
Meloni si dice pronta a difendere l’interesse nazionale, anche nell’ambito delle relazioni transatlantiche. “Con Trump c’è rispetto e amicizia, ma non subalternità. Difendiamo la sovranità italiana, nel solco dell’Alleanza”. L’impegno dell’ex presidente Usa per ripristinare il Columbus Day è definito un “gesto significativo verso gli italoamericani”.
Dazi e commercio: “Europa e America devono restare unite”
Pur dichiarandosi contraria ai contro-dazi, Meloni sottolinea la necessità per l’Europa di difendere i propri interessi senza rompere i legami con Washington. L’Italia, dice, lavora per mantenere un Occidente forte e coeso, in grado di reggere la concorrenza globale. “Make the West great again”, ribadisce, citando il messaggio portato alla Casa Bianca.
Interessi italiani e apertura ai mercati: “Non siamo secondi a nessuno”
Nel difendere il ruolo dell’Italia nelle esportazioni globali, Meloni sottolinea la crescita del comparto durante il suo mandato. “Siamo tra i primi esportatori al mondo. Apriamo nuovi mercati e promuoviamo investimenti in cui le aziende italiane siano protagoniste”.
Von der Leyen e Bruxelles: “Lavoriamo insieme per cambiare l’Europa”
Meloni rivela una collaborazione solida con la presidente della Commissione europea, fondata su stima e pragmatismo. “Siamo riusciti a cambiare il Pnrr e la gestione dei flussi migratori. Ora serve un nuovo approccio al Green Deal, più sostenibile per le imprese”.
Francia e Germania: “Competizione e alleanza per il bene comune”
Con Macron, afferma, il rapporto è caratterizzato da rispetto reciproco, pur nelle differenze. Con il nuovo cancelliere tedesco Merz, i contatti sono già avviati e improntati alla cooperazione su competitività e riforme europee.
Prospettive: “Avanti con determinazione, fino al traguardo”
In chiusura, Meloni promette che si ripresenterà agli elettori a fine legislatura con un messaggio semplice: “Ve lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto”. Un bilancio che punta a trasformare le promesse elettorali in risultati concreti e misurabili.
(AdnKronoss)
