Telegram e social, appelli alla gioventù per bruciare tutto
Israele è alle prese con un’ondata di incendi che ha spinto il ministro della Difesa Yoav Gallant a proclamare l’emergenza nazionale. Le fiamme, divampate in diverse zone del Paese, stanno sollevando sospetti su un possibile coordinamento da parte di Hamas, dopo che su canali Telegram riconducibili al movimento islamista sono stati diffusi messaggi che esortano a incendiare foreste, campi e abitazioni nei territori israeliani.
Uno degli incendi principali ha avuto origine nei boschi sopra Gerusalemme, costringendo alla chiusura dell’autostrada che collega la capitale a Tel Aviv. Le autorità locali non hanno ancora confermato la matrice dolosa dei roghi, ma la coincidenza temporale con gli appelli online ha innescato un’intensificazione delle indagini.
I messaggi, circolati su Telegram, contengono chiare esortazioni rivolte ai giovani palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e delle città israeliane con presenza araba. In uno dei post si legge: “Bruciate Israele, bruciate i boschi, le foreste, le case dei coloni, tutto ciò che potete”, con riferimento esplicito alla volontà di vendicare Gaza. L’invito si rivolge alle “persone libere” perché trasformino “ogni giorno in una lotta per la resistenza”, invocando l’uso del fuoco come simbolo di libertà.
Contenuti analoghi sono stati diffusi da Jenin News Network, che ha postato l’immagine di un uomo mascherato nell’atto di appiccare un incendio, con sullo sfondo una città in fiamme. La didascalia afferma: “Le case dei coloni saranno cenere sotto i piedi dei rivoluzionari”. L’hashtag associato è un chiaro invito: “Bruciate le case dei coloni”.
Anche altri canali social, come Akhbar Filastin su X, hanno amplificato il messaggio, sollecitando i giovani della Cisgiordania a colpire le aree abitate con molotov e incendi. Il linguaggio utilizzato descrive le fiamme come “Fiamme del Diluvio”, richiamando la terminologia usata da Hamas per descrivere l’attacco del 7 ottobre scorso, denominato “Diluvio di Al-Aqsa”.
Il canale Jenin News continua a diffondere appelli simili, parlando di “terre violentate” e invitando a colpire le foreste vicine agli insediamenti israeliani. “L’entità sionista sta bruciando”, afferma uno dei post, che definisce l’attuale ondata di incendi come “un’opportunità” per intensificare la pressione contro Israele.
Alla luce della gravità della situazione, l’agenzia di sicurezza interna Shin Bet è stata incaricata di partecipare attivamente alle indagini per determinare la natura degli incendi. Secondo quanto riferito dal Times of Israel, lo Shin Bet sta collaborando con la polizia per identificare i responsabili e sono già state arrestate tre persone sospettate di aver appiccato i fuochi.
Le autorità israeliane hanno disposto l’annullamento delle celebrazioni pubbliche per il Giorno dell’Indipendenza, inclusi gli eventi previsti in piazza degli Ostaggi a Tel Aviv. La decisione è stata motivata dall’impossibilità di garantire condizioni di sicurezza adeguate in molte aree del Paese, messe a dura prova dall’avanzare degli incendi.
Nel frattempo, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che arriveranno in Israele tre aerei antincendio Canadair messi a disposizione da Italia e Croazia. La richiesta di aiuto internazionale è stata estesa anche a Cipro, Grecia e Bulgaria. La priorità, ha spiegato l’ufficio del premier, è contenere quanto prima i roghi e impedire che le fiamme si propaghino ulteriormente.
I vigili del fuoco israeliani sono impegnati su più fronti e affrontano difficoltà significative a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, tra cui vento forte e alte temperature. L’arrivo di rinforzi internazionali è considerato essenziale per riportare la situazione sotto controllo.
Le autorità israeliane non escludono che si tratti di incendi dolosi organizzati e alimentati dalla propaganda online, e proseguono nell’attività investigativa, monitorando i canali social e individuando i responsabili dei messaggi istigatori. La sicurezza interna è in stato di massima allerta.
