Sul sito ufficiale attacchi a Fauci e alla linea Biden
Casa Bianca rilancia – La Casa Bianca ha aggiornato il proprio portale ufficiale dedicato al Covid-19, presentando una nuova narrazione sull’origine della pandemia che riporta in primo piano la teoria secondo cui il virus sarebbe fuoriuscito da un laboratorio cinese. L’ex presidente Donald Trump, attualmente in corsa per le prossime elezioni, ha rilanciato la sua ipotesi secondo cui il Sars-CoV-2 non avrebbe avuto origine naturale, ma sarebbe stato frutto di un incidente di laboratorio avvenuto a Wuhan, in Cina.
Il nuovo contenuto del sito Covid.gov, precedentemente focalizzato su informazioni riguardanti vaccinazioni, tamponi e misure di prevenzione, ha subito un cambiamento radicale. In apertura compare un’immagine a figura intera dello stesso Trump, accompagnata da critiche mirate alla gestione della pandemia da parte dell’amministrazione Biden. Le nuove pagine insistono su una lettura alternativa degli eventi del 2020, attribuendo responsabilità alla Cina e prendendo di mira anche personalità di spicco dell’apparato sanitario statunitense.
Nel mirino figura in particolare Anthony Fauci, ex consigliere medico capo della Casa Bianca durante il mandato di Joe Biden. Il sito accusa Fauci di aver sostenuto in modo sistematico quella che viene definita come la “narrativa dominante”, ovvero che il virus sia di origine zoonotica, cioè trasmesso dagli animali all’uomo. Secondo i nuovi contenuti pubblicati, Fauci avrebbe ignorato o minimizzato prove che porterebbero invece a una diversa ipotesi: quella della fuga da laboratorio.
Cinque i punti chiave con cui la Casa Bianca sostiene questa versione alternativa. Viene innanzitutto ricordato che proprio a Wuhan, la città dove si è manifestato il primo focolaio documentato del virus nel dicembre del 2019, ha sede uno dei principali laboratori cinesi specializzati nello studio dei coronavirus. Secondo quanto riportato, questa struttura avrebbe svolto ricerche in condizioni di biosicurezza giudicate “non adeguate” da fonti statunitensi.
Altro punto centrale riguarda la presunta assenza di prove scientifiche conclusive a sostegno dell’origine naturale. Secondo quanto si legge sul sito, “se ci fossero state evidenze solide di un’origine zoonotica, queste sarebbero già emerse in modo chiaro e verificabile”. La mancata identificazione dell’animale intermedio che avrebbe trasmesso il virus all’uomo, secondo gli autori del testo, rappresenta un’indicazione del fatto che l’ipotesi naturale non sia più quella dominante.
Il portale sottolinea inoltre che per lungo tempo la teoria della fuga da laboratorio è stata bollata come complottista, ma negli ultimi mesi ha guadagnato attenzione e credibilità anche in ambiti scientifici e politici. Alcuni settori dell’intelligence statunitense, pur non avendo fornito prove definitive, hanno rivelato di non poter escludere con certezza l’eventualità di un errore umano all’interno di un laboratorio.
La pubblicazione di questi contenuti avviene in un momento in cui la campagna elettorale per le presidenziali del 2024 è entrata nel vivo, e si inserisce in un contesto di forte tensione con Pechino, soprattutto per quanto riguarda le questioni commerciali e tecnologiche. Il rilancio della teoria del laboratorio da parte della Casa Bianca appare, dunque, non solo come una mossa comunicativa interna, ma anche come un segnale politico verso l’estero.
La scelta di enfatizzare questa ipotesi, accompagnata da un’immagine promozionale dell’ex presidente Trump, si discosta dalla linea adottata nei precedenti aggiornamenti del sito, che erano incentrati sulla gestione sanitaria dell’emergenza, la somministrazione dei vaccini e le linee guida per il contenimento del virus. Ora l’attenzione sembra spostarsi sulla ricerca delle responsabilità internazionali e sulla riscrittura della narrazione della pandemia.
Non è la prima volta che Trump propone questa versione dei fatti. Già nel 2020, l’allora presidente aveva sostenuto pubblicamente che il virus “era uscito da un laboratorio a Wuhan”, dichiarazione che aveva alimentato uno scontro diplomatico con la Cina e suscitato reazioni contrastanti all’interno della comunità scientifica. Tuttavia, negli ultimi tempi alcuni studiosi e funzionari federali hanno chiesto di non escludere a priori alcuna pista.
Il dibattito sull’origine del Covid-19 resta tuttora aperto. Mentre una parte della comunità scientifica continua a ritenere più plausibile l’ipotesi zoonotica, altri chiedono ulteriori indagini e trasparenza da parte delle autorità cinesi, accusate di non aver collaborato pienamente con le missioni internazionali.
Il nuovo orientamento del sito Covid.gov sembra destinato a riaccendere la discussione anche in ambito politico. L’uso di uno spazio istituzionale per veicolare contenuti che mettono in discussione l’operato degli scienziati e dell’amministrazione precedente conferma come il tema pandemico sia ancora al centro del confronto fra le diverse visioni politiche statunitensi.
Resta da capire se questo rilancio della teoria del laboratorio avrà effetti sull’opinione pubblica o sulle indagini ancora in corso da parte di enti internazionali come l’OMS, che ha più volte ribadito la necessità di proseguire nella raccolta di dati e nella cooperazione scientifica per stabilire con esattezza l’origine del virus.
