UE pronta a rispondere ai dazi Usa con il ‘bazooka’

Strumento anti-coercizione in vigore da dicembre 2023

L’Unione Europea si prepara a reagire in modo deciso all’escalation della guerra commerciale avviata dai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Tra le misure disponibili, Bruxelles contempla l’adozione dell’Anti-Coercion Instrument (ACI), noto come ‘bazooka’, che offre un forte potenziale per contrastare le pratiche di coercizione economica provenienti da paesi terzi.

L’ACI, attivo da dicembre 2023 e mai utilizzato finora, prevede una serie di misure con l’obiettivo di dissuadere atti che possano compromettere l’autonomia decisionale dell’Unione o dei suoi Stati membri, influenzando negativamente il commercio e gli investimenti. Secondo il regolamento europeo, la coercizione economica si verifica quando un soggetto extra-Ue tenta di influenzare le scelte politiche della Commissione o di uno Stato membro attraverso pressioni commerciali. Situazioni come dazi ingiusti, boicottaggi statali, o perdite ingiustificate di accesso ai mercati esteri rientrano in questa definizione, così come ritardi deliberati e controlli doganali eccessivi.

Il funzionamento dell’ACI prevede una risposta strutturata da parte dell’UE, che comincia con un dialogo iniziale con il paese coinvolto, seguito da misure proporzionate e temporanee, se necessario. Le sanzioni possono colpire vari settori, inclusi beni, servizi, investimenti, appalti pubblici e diritti di proprietà intellettuale. Ogni azione deve bilanciare l’interesse dell’Unione, l’efficacia e l’impatto economico, mantenendo coerenza con altre politiche europee e semplificando le procedure amministrative. È previsto anche che il Paese che attua coercizione possa essere soggetto a riparazioni, su proposta della Commissione e decisione del Consiglio europeo.

Per quanto riguarda l’iter decisionale, è il Consiglio a stabilire se ci siano elementi di coercizione, su proposta della Commissione. Le misure adottate dalla Commissione vengono formulate con il supporto degli Stati membri, e le aziende e altri attori interessati possono fornire informazioni e suggerimenti in un contesto di riservatezza. I tempi previsti per l’analisi della Commissione sono di quattro mesi, seguiti da otto-dieci settimane per la decisione del Consiglio e sei mesi per la valutazione delle contromisure. L’interazione con le parti coinvolte è garantita durante tutto il processo, che si caratterizza per una tempistica definita ma flessibile, per assicurare efficienza e prevedibilità.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, si oppone alla posizione di Francia e Germania, che stanno premendo affinché la Commissione utilizzi l’ACI contro il settore tecnologico statunitense, dove il saldo commerciale è nettamente favorevole agli Stati Uniti. Nella scorsa settimana, durante una riunione tra ambasciatori, anche Bruxelles e Madrid hanno aderito alla proposta franco-tedesca. Tuttavia, l’Italia, insieme a Romania, Grecia e Ungheria, potrebbe ostacolare questa iniziativa formando una minoranza qualificata contraria, rendendo la posizione italiana cruciale.

L’ACI non è progettato per colpire un singolo paese, ma rispetta il diritto internazionale e non interferisce con il sistema di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che non tratta le pratiche di coercizione economica e la cui corte d’appello è attualmente inattiva a causa della mancata conferma di un membro da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, lo strumento consente anche forme di cooperazione internazionale; la Commissione ha infatti segnalato la piattaforma G7 contro la coercizione economica, lanciata a Hiroshima nel 2023, nella quale gli Stati Uniti sono membri.

La creazione dell’ACI è stata influenzata dalla crisi diplomatica tra Cina e Lituania, scoppiata nel 2021, quando Vilnius ha aperto un ufficio di rappresentanza di Taiwan. In risposta, Pechino ha ridotto le relazioni diplomatiche e ha ostacolato le esportazioni lituane, esercitando pressioni su multinazionali affinché limitassero i legami commerciali con la Lituania. Questo episodio ha evidenziato la necessità di un meccanismo in grado di affrontare le pratiche di coercizione economica e ha spinto l’Unione Europea a dotarsi di uno strumento efficace per proteggere gli interessi dei suoi membri.

In conclusione, l’Unione Europea è pronta a mettere in campo il ‘bazooka’ per affrontare la crescente minaccia dei dazi USA. Con un sistema strutturato e misure coordinate, Bruxelles mira a garantire la sovranità commerciale dei suoi Stati membri e a proteggere l’integrità del mercato europeo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.