Trump attacca Zelensky: ‘Dittatore e comico mediocre’

Il presidente ucraino replica: 'Rapporti con gli Usa restino costruttivi'

Trump attacca Zelensky: ‘Dittatore e comico mediocre’

Trump attacca – L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato duramente il leader ucraino Volodymyr Zelensky con un messaggio pubblicato su Truth Social, definendolo un “dittatore mai eletto” e un “comico mediocre”. Trump ha inoltre accusato Zelensky di non indire elezioni in Ucraina e di essere impopolare nel suo paese. Secondo l’ex presidente, l’unico successo ottenuto dal leader ucraino sarebbe stato quello di ottenere finanziamenti dagli Stati Uniti, ironizzando sul fatto che ogni suo viaggio a Washington si sia concluso con un significativo supporto economico.

Zelensky ha risposto accusando Trump di diffondere la “disinformazione russa” e ha ribadito l’importanza del sostegno americano all’Ucraina. Il presidente ucraino ha anche confermato di aver incontrato a Kiev il consigliere Keith Kellogg, inviato statunitense per il conflitto, e ha sottolineato la necessità che i rapporti con gli Stati Uniti rimangano improntati alla collaborazione.

Trump ha rilanciato le sue critiche sostenendo che la Russia ha un vantaggio nei negoziati di pace, avendo conquistato “molto territorio”. Le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni anche all’interno dell’amministrazione americana: il vicepresidente J.D. Vance ha ammonito Zelensky, invitandolo a “non criticare il presidente sui media”.

Anche Elon Musk ha attaccato Zelensky, affermando che non può rappresentare la volontà del popolo ucraino se non ripristina la libertà di stampa e indice nuove elezioni. Il proprietario di X (ex Twitter) ha condiviso un post della Casa Bianca in cui si ricorda che gli Stati Uniti hanno sempre tenuto elezioni, anche in tempo di guerra.

Il dibattito si è acceso ulteriormente dopo che Trump ha rimproverato Zelensky per non aver chiuso il conflitto dopo tre anni e ha affermato, senza prove, che la sua popolarità sia crollata al 4%. Zelensky ha replicato citando un sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology, secondo cui il suo consenso è al 57%.

Le parole di Trump hanno provocato reazioni anche in Europa. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito “false e pericolose” le affermazioni dell’ex presidente americano, mentre la ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha ribadito che la vera dittatura si trova in Russia e Bielorussia. Anche Friedrich Merz, leader della CDU, ha criticato le parole di Trump, giudicandole un ribaltamento tra vittima e aggressore.

Il Wall Street Journal ha pubblicato un editoriale in cui critica il riavvicinamento tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin, definendolo una “riabilitazione prematura” senza concessioni da parte di Mosca. Negli Stati Uniti, l’ex vicepresidente Mike Pence ha ribadito che la guerra è stata scatenata dalla Russia, sottolineando che la pace deve basarsi sulla verità.

Nel frattempo, Putin ha dichiarato che le forze russe hanno attraversato il confine dalla regione di Kursk ed sono entrate in territorio ucraino. Tuttavia, il governo di Kiev ha smentito l’affermazione, definendola “una menzogna” e sostenendo che un gruppo di sabotatori russi sia stato neutralizzato prima di riuscire a penetrare nel paese.

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