DeepSeek rimuove app in Italia: indagini del Garante Privacy in corso

Servizi rallentati a livello globale, ma la piattaforma resta accessibile per alcuni utenti.

DeepSeek rimuove app in Italia: indagini del Garante Privacy in corso

DeepSeek – L’app di DeepSeek, startup cinese attiva nel settore dell’intelligenza artificiale, non è più disponibile sugli store digitali in Italia. La rimozione, avvenuta senza una spiegazione ufficiale, ha sollevato interrogativi sulle motivazioni alla base della decisione. Pasquale Stanzione, Garante della Privacy, ha confermato di aver inviato una richiesta di chiarimenti alla società, che ha 20 giorni per rispondere. “Non sappiamo se la rimozione sia legata alla nostra richiesta”, ha dichiarato Stanzione.

Parallelamente, il sito di DeepSeek sta affrontando problemi tecnici, con rallentamenti e difficoltà di navigazione segnalati a livello globale. Nonostante ciò, l’app rimane accessibile per gli utenti che l’hanno già scaricata, sebbene con prestazioni limitate. La società ha comunicato di aver identificato un problema e di essere al lavoro per risolverlo, come riportato nella sezione “Service Status” del suo sito.

La rimozione dell’app dagli store digitali sembra essere limitata all’Italia. In altri Paesi europei e nel Regno Unito, la piattaforma resta disponibile, secondo quanto riportato da Reuters. La decisione ha coinciso con l’avvio di un’indagine da parte del Garante Privacy, che ha richiesto informazioni dettagliate a Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, le due società cinesi che gestiscono la piattaforma.

Tra le richieste del Garante figurano dettagli sul codice sorgente, le fonti di dati utilizzate, la presenza di eventuali bias algoritmici, le misure di protezione per i minori e il rispetto dei diritti fondamentali degli utenti, specialmente in contesti sensibili come le elezioni. “Una volta ricevute le risposte, avvieremo un’istruttoria approfondita per verificare il rispetto del Gdpr”, ha aggiunto Stanzione.

Questa non è la prima volta che il Garante Privacy italiano interviene su una piattaforma di intelligenza artificiale. A marzo 2023, un’indagine analoga fu avviata su ChatGPT, il chatbot di OpenAI, portando alla sospensione del servizio per un mese. La piattaforma fu riattivata solo dopo l’introduzione di modifiche tecniche e organizzative. A dicembre 2023, l’istruttoria si concluse con una sanzione di 15 milioni di euro a carico di OpenAI per violazioni relative al trattamento dei dati personali. La società ha annunciato ricorso contro la decisione.

Nel caso di DeepSeek, l’attenzione delle autorità italiane si concentra su aspetti chiave come la trasparenza algoritmica e la protezione degli utenti. La rimozione dell’app dagli store italiani, unita ai problemi tecnici globali, solleva interrogativi sulla stabilità e la sicurezza della piattaforma, già colpita da un cyberattacco su larga scala nei giorni scorsi.

Mentre la società lavora per risolvere i problemi tecnici e rispondere alle richieste del Garante, gli utenti italiani che hanno già scaricato l’app possono continuare a utilizzarla, sebbene con limitazioni. La situazione rimane in evoluzione, con possibili sviluppi legati all’esito dell’istruttoria avviata dalle autorità italiane.

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