Omicidio a Schio[VIDEO]: fermo per la cittadina nigeriana ENABUELE Queen

Un'indagine ancora in corso, con la presunzione di innocenza per ENABUELE Queen, accusata dell'omicidio del connazionale

Omicidio a Schio[VIDEO]: fermo per la cittadina nigeriana ENABUELE Queen

Omicidio a Schio – Il 6 gennaio 2025, a Schio, si è consumato un omicidio che ha sconvolto la comunità locale. A seguito della morte del cittadino nigeriano EGBON Kelly, la cittadina nigeriana ENABUELE Queen è stata arrestata con l’accusa di omicidio pluriaggravato. L’indagine è ancora in corso, ma la colpevolezza della donna sarà confermata solo tramite sentenza definitiva.

L’episodio è stato segnalato in serata, quando i Carabinieri della Compagnia di Schio sono intervenuti in un appartamento del centro storico, in Piazza Garibaldi. A dare l’allarme fu il personale del 118, che aveva riscontrato una possibile caduta con conseguente ferita mortale. Sul posto, i soccorritori trovarono il corpo di EGBON Kelly disteso in una pozza di sangue, con una grave ferita alla coscia sinistra, e la donna, ENABUELE, in evidente stato di shock, con mani e vestiti sporchi di sangue.

Secondo la versione inizialmente fornita dalla donna, lei e la vittima avevano trascorso la serata bevendo birre in un locale di piazzetta San Gaetano. Al ritorno a casa, mentre si cambiava, aveva sentito un forte rumore e trovato la vittima distesa sul pavimento con una ferita. Secondo la sua dichiarazione, la vittima avrebbe tentato di tamponare la ferita prima che lei chiamasse un conoscente per chiedere aiuto.

Tuttavia, i primi accertamenti hanno sollevato dubbi sulla versione della donna. Il medico legale ha rilevato una ferita da taglio, compatibile con un coltello, e non con i frammenti di vetro, come inizialmente sostenuto dalla ENABUELE. I Carabinieri hanno inoltre trovato una lama di coltello nel cassetto della cucina, imbrattata di sangue e compatibile con la lesione sulla vittima. L’arma era separata dal manico, suggerendo che fosse stata danneggiata durante l’incidente.

Nel pomeriggio successivo, la donna è stata ascoltata come persona informata sui fatti, ma le incongruenze nella sua testimonianza hanno portato al suo interrogatorio formale. Durante l’interrogatorio, ENABUELE ha confessato l’omicidio. Ha raccontato che la lite tra lei e la vittima era iniziata a causa dell’alcol e che, durante la discussione, EGBON Kelly l’aveva aggredita con schiaffi. Lei, per difendersi, aveva preso un coltello e, durante una colluttazione, la lama aveva colpito la vittima alla coscia sinistra, provocando una grave emorragia.

La confessione della donna è risultata coerente con gli elementi raccolti dalle indagini: la ferita alla vittima, il coltello ritrovato e le tracce di sangue nei pressi del mobile della cucina, nonché le escoriazioni sulla mano di ENABUELE. Questi elementi confermano che la ricostruzione fornita dalla donna durante l’interrogatorio fosse veritiera.

Oltre ai Carabinieri della Compagnia di Schio, l’inchiesta ha visto la partecipazione dei militari del Nucleo Investigativo della Compagnia Carabinieri di Vicenza, che hanno lavorato a stretto contatto per raccogliere prove e testimonianze.

ENABUELE Queen è stata trasferita nella Casa circondariale di Verona Montorio, in attesa della convalida del fermo da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza. La donna risponde di omicidio pluriaggravato nei confronti di EGBON Kelly, ma il suo caso sarà esaminato in tribunale, dove verrà presa una decisione definitiva.

Il procedimento penale prosegue, e resta in vigore il principio della presunzione di innocenza, che afferma che la colpevolezza dell’indagato sarà accertata solo mediante una sentenza irrevocabile di condanna.

L’inchiesta continua a suscitare attenzione, poiché la vicenda non solo riguarda la drammatica morte di un uomo ma anche la violenza che, talvolta, può scaturire da un’escalation di conflitti emotivi e alcolici. La giustizia seguirà il suo corso per accertare tutte le responsabilità e fornire chiarezza su quanto accaduto quella fatidica sera del 6 gennaio 2025.

L’indagine ha messo in luce come una semplice discussione, alimentata dall’alcol e da un contesto di tensione, possa degenerare in tragedia. Restano ora aperte le domande sul futuro della donna accusata e sulle motivazioni che l’hanno spinta a compiere un gesto così estremo.

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