Trump ‘imperialista’: l’Europa respinge le sue ambizioni territoriali
Trump – L’ultima svolta politica di Donald Trump, tesa a rivendicare territori come la Groenlandia e il Canada, sta suscitando una reazione globale di condanna. I principali alleati degli Stati Uniti, inclusi i Paesi europei e i membri della Nato, hanno definito inaccettabili le dichiarazioni del presidente americano, che ha pubblicato cartine con il Canada integrato negli Stati Uniti e avanzato l’ipotesi di ribattezzare il Golfo del Messico in “Golfo d’America”.
La Germania ha assunto una posizione dura attraverso il cancelliere Olaf Scholz, che ha ribadito in conferenza stampa che “i confini non devono essere spostati con la forza”. Parigi si è unita alla protesta: il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha sottolineato che la Groenlandia è un territorio europeo e ha escluso che l’Unione Europea possa tollerare minacce alla sua integrità sovrana.
Anche Bruxelles si è espressa chiaramente. Una portavoce della Commissione Europea ha ribadito l’importanza del rispetto della sovranità degli Stati membri, condannando le dichiarazioni di Trump come contrarie al diritto internazionale. Inoltre, ha respinto la richiesta americana di incrementare la spesa per la difesa al 5% del PIL, definendola non realistico per i Paesi europei.
La Danimarca, direttamente coinvolta nella disputa, ha reagito con fermezza. La premier Mette Frederiksen ha dichiarato che “la Groenlandia appartiene ai groenlandesi”, mentre il leader locale Egede si è recato a Copenaghen per consultazioni con il re danese. Sullo sfondo, le imminenti elezioni groenlandesi potrebbero portare a un referendum indipendentista, un tema che Trump sembra voler sfruttare.
Il Canada e Panama, anch’essi nel mirino del presidente americano, hanno risposto con fermezza. Ottawa ha criticato duramente le mire annessionistiche, mentre il ministro degli Esteri panamense Javier Martínez-Acha ha dichiarato che “la sovranità del Canale di Panama non è negoziabile”.
Anche le borse hanno reagito negativamente, con crolli a Wall Street e timori di inflazione a causa delle minacce di nuovi dazi. L’Onu, pur mantenendo un tono diplomatico, ha ricordato che la Carta delle Nazioni Unite garantisce l’integrità territoriale degli Stati membri.
L’uscita di Trump sembra dunque destinata a rafforzare il fronte opposto alle sue politiche, con un consenso compatto a livello internazionale contro ogni tentativo di rimettere in discussione i confini sovrani.
