NY, respinta richiesta di Trump di archiviare processo civile per frode
NY – L’ufficio del procuratore generale di New York ha respinto la richiesta legale di Donald Trump di archiviare il processo civile per frode, che lo vede coinvolto con i suoi figli adulti nella vicenda delle dichiarazioni errate sui valori immobiliari, condannandolo a pagare ingenti somme allo Stato di New York. La decisione è stata comunicata tramite una lettera inviata dalla vice procuratrice generale, Judith Vale, all’avvocato di Trump, John Sauer, nella quale si sottolinea che il procedimento civile non interferisce con i doveri ufficiali del presidente eletto e, pertanto, non viola la Costituzione degli Stati Uniti.
Nel febbraio 2024, il giudice della Corte di Manhattan, Arthur Engoron, aveva emesso una sentenza che imponeva a Trump, alla Trump Organization e ai suoi figli una multa di 355 milioni di dollari, cifra che includeva gli interessi per aver perpetrato un sistema di frode che gonfiava il valore dei beni immobiliari al fine di ottenere vantaggi fiscali e miglior condizioni sui prestiti bancari. Tuttavia, i legali di Trump avevano fatto ricorso contro questa sentenza. Successivamente, nel mese di marzo, la corte aveva ridotto l’importo da pagare, abbassandolo a 175 milioni di dollari, ma contro questa nuova decisione è stato nuovamente presentato ricorso, il cui esito dipenderà dalla corte d’appello.
Sauer, che rappresenta Trump in questa causa civile, aveva richiesto l’archiviazione del processo, invocando come motivazione la sua recente elezione alla presidenza e la potenziale interferenza con i suoi incarichi ufficiali. Inoltre, l’avvocato aveva sottolineato che il presidente eletto era già coinvolto in altre cause legali, comprese due gravi accuse penali federali, e un processo in corso legato alla vicenda di Stormy Daniels. Tuttavia, la vice procuratrice generale Vale ha ribadito che, mentre le cause penali possono implicare altre dinamiche giuridiche, il procedimento civile contro Trump non ha alcuna relazione con i suoi problemi legali penali e non giustifica una sospensione o archiviazione del caso.
Vale ha chiarito che il procedimento civile in corso è indipendente da quelli penali e che la questione in esame non interferisce con le funzioni costituzionali del presidente degli Stati Uniti. Il rifiuto dell’archiviazione significa che la causa continuerà ad avanzare, indipendentemente dalla carica politica ricoperta da Trump e dai suoi impegni presidenziali. La posizione dell’ufficio del procuratore generale riflette una linea dura rispetto all’affermazione che i procedimenti legali non debbano essere influenzati da circostanze politiche o dalla condizione di eletto a un incarico federale.
Le implicazioni di questa decisione sono importanti, poiché potrebbero determinare ulteriori complicazioni per Trump e la sua famiglia, già alle prese con altre sfide legali. Il caso di frode civile si aggiunge agli altri contenziosi che coinvolgono l’ex presidente e la sua azienda, complicando ulteriormente la sua posizione in vista dell’insediamento a gennaio 2025. La sua campagna presidenziale, nonostante le vicende legali, continua a essere supportata da una parte consistente dell’elettorato, ma le questioni legali rimangono un ostacolo significativo per la sua immagine pubblica e la sua carriera politica.
Il processo civile di frode, che ha suscitato molteplici polemiche, rimarrà un tema centrale per i prossimi mesi. La decisione della Corte d’Appello, che esaminerà i ricorsi sulle riduzioni delle somme da pagare, sarà cruciale nel determinare la portata finale delle penalità a carico di Trump e dei suoi familiari. Nel frattempo, le prospettive di risoluzione di questa causa continuano a rimanere incerte, con i legali di Trump pronti a continuare la battaglia legale per contestare le accuse che li riguardano.
