Piacenza: Confisca di beni e 500 dosi di droghe sintetiche [VIDEO]
Piacenza – In un’operazione coordinata con la DEA (Drug Enforcement Administration) statunitense, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Piacenza hanno eseguito una confisca di beni nei confronti di due indagati, al centro di un traffico internazionale di droghe sintetiche. L’azione ha portato al prelievo, negli Stati Uniti, di oltre 500 dosi di sostanze psicoattive, tra cui fentanili e altre droghe di sintesi, destinate al mercato illegale europeo. Le sostanze, imbarcate su un volo partito da Chicago (Illinois), sono arrivate in Italia il 15 novembre 2023, dove sono state sequestrate presso l’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino.
Dopo essere state campionate in un laboratorio a Chicago, le droghe sono state trasportate in Italia per essere sottoposte ad analisi. Il Laboratorio di Chimica Tossicologica del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano si occuperà delle verifiche, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Piacenza. Le droghe, sequestrate, erano destinate a un giro di spaccio che avrebbe fruttato oltre 1.000.000 di dollari sul mercato statunitense.
L’indagine, denominata “Painkiller”, ha avuto inizio nel marzo 2023 e si è conclusa nel novembre 2023, grazie alla collaborazione tra il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Piacenza e il personale della DEA. Gli investigatori hanno ricostruito le rotte internazionali di importazione delle nuove sostanze psicoattive e hanno scoperto oltre 100 spedizioni dirette a spacciatori negli Stati Uniti. Sono stati identificati i canali di importazione, con un particolare focus su un “centro di import/export” situato a Piacenza, in Italia.
Nel corso delle indagini, è emerso un legame tra il 52enne piacentino arrestato e il famigerato cartello del Sinaloa. Gli investigatori hanno documentato transazioni illegali tramite criptovalute, con la droga confezionata all’interno di libri e componenti informatici per evitarne il controllo doganale. Le indagini hanno rivelato un sofisticato sistema di occultamento e distribuzione a livello transnazionale.
L’operazione ha messo in luce l’importazione di oppioidi sintetici, tra cui il fentanil e i suoi analoghi strutturali, sostanze prodotte in laboratori all’estero, principalmente in Cina e India, tramite il dark web. Questi composti sono venduti a basso costo come eroina, ma hanno effetti significativamente più potenti, con un alto rischio di overdose, che ha contribuito all’aumento delle vittime per overdose, soprattutto in Nord America.
Il sequestro ha coinvolto oltre 40 kg di sostanze stupefacenti, tra cui fentanili, eroina ad alta concentrazione e catinoni sintetici, che, miscelati con il fentanil, avrebbero prodotto circa 1.000.000 di dosi. Il Ministero della Salute italiano ha recentemente aggiornato la propria normativa, inserendo nelle tabelle delle droghe pericolose nuovi analoghi strutturali del fentanil, già rinvenuti in questa operazione.
Inoltre, a seguito delle indagini, i finanzieri hanno proceduto alla confisca di beni mobili e disponibilità finanziarie riconducibili ai due indagati, ritenuti apicali nel sodalizio criminale. Questi beni erano stati riciclati tramite criptovalute, a conferma dell’elevato livello di sofisticazione dell’organizzazione. Il sequestro è stato eseguito nel rispetto della normativa vigente sul riciclaggio di denaro, anche attraverso canali digitali.
L’operazione, che testimonia l’impegno costante della Guardia di Finanza nella lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio di denaro, ha avuto una portata internazionale, coinvolgendo non solo le forze dell’ordine italiane, ma anche la DEA, l’agenzia federale statunitense. L’operazione ha permesso di smantellare una parte significativa di una rete globale di traffico di droga, con implicazioni anche sul fronte del riciclaggio di proventi illeciti.
Le indagini hanno anche portato alla luce i collegamenti tra gli indagati e il cartello del Sinaloa, uno dei gruppi criminali più potenti al mondo, con operazioni che coinvolgono il traffico di fentanil e altre droghe sintetiche destinate ai mercati di Europa e Nord America. Questo gruppo ha utilizzato sistemi complessi di evasione del controllo doganale, con l’utilizzo di criptovalute e canali illegali per finanziare le proprie attività.
A conferma della serietà e della competenza delle indagini, il sequestro di beni mobili e altre risorse finanziarie è stato ritenuto fondamentale per la prosecuzione del processo penale nei confronti degli indagati, che, al momento, sono sottoposti a indagini preliminari. La Procura della Repubblica di Piacenza ha confermato che i soggetti coinvolti sono gravemente indiziati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro.
L’operazione “Painkiller” è un esempio concreto della cooperazione tra le forze di polizia italiane e quelle statunitensi, dimostrando come il contrasto al traffico internazionale di droghe richieda un impegno globale, affrontando non solo il flusso fisico delle sostanze, ma anche i sofisticati meccanismi finanziari che alimentano il crimine organizzato. L’intervento ha permesso di smantellare una parte significativa della rete, ma le indagini sono destinate a proseguire per individuare altri responsabili e impedire future operazioni criminali.
Il comunicato stampa relativo all’operazione è stato diffuso con l’autorizzazione della Procura della Repubblica di Piacenza, a conferma della trasparenza e della legalità del procedimento. Le indagini sono ancora in corso, e le persone sottoposte a indagini preliminari beneficiano della presunzione di innocenza, con la possibilità di difendersi in ogni fase del procedimento.
