UAI: “Serve supporto, rischio chiusura per troppe associazioni”
ll mondo delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) è alle porte di una svolta storica: dal 1° gennaio 2026, la fase finale della Riforma dello Sport entrerà pienamente a regime, segnando una trasformazione senza precedenti su oltre 100.000 realtà sportive su tutto il territorio italiano. La posta in gioco è altissima, tanto per le opportunità quanto per le criticità: lo scenario si carica di attese, paure ma anche della determinazione delle associazioni e degli enti di categoria. L’obiettivo della riforma è nobile: dare dignità al lavoro sportivo, garantendo maggiori tutele e un quadro normativo più chiaro e trasparente. Ma la strada appare in salita. Le ASD dovranno confrontarsi con nuovi adempimenti amministrativi, fiscali e lavoristici, spesso di non facile gestione per realtà piccole e fondate sul volontariato. Tra le novità spiccano i nuovi obblighi per la gestione del personale: nuove forme contrattuali, inquadramenti più rigorosi, tutele previdenziali e assicurative che superano il vecchio regime forfettario dei compensi sportivi. La riforma impone modernizzazione e trasparenza, ma comporta anche nuove responsabilità e maggiori costi gestionali.
Al livello fiscale, arrivano nuove regole sulla rendicontazione, e la trasparenza sarà rafforzata a tutela di soci e collaboratori. Ma proprio la complessità delle norme espone le ASD – spesso dotate di risorse umane e finanziarie limitate – al rischio di non riuscire ad adeguarsi per tempo, con la prospettiva concreta di vedere costrette a chiudere centinaia, se non migliaia, di associazioni che rappresentano un presidio fondamentale di socialità, integrazione e passione sportiva, soprattutto nelle periferie.
In prima linea nell’assistenza alle associazioni c’è l’Unione Artigiani Italiani (UAI) che si mobilita su tutto il territorio per supportare le ASD nella transizione. “Non possiamo lasciare che la burocrazia soffochi lo spirito di volontariato che anima il nostro sport dilettantistico”, avverte Francesco Michele Abballe, dirigente nazionale UAI. La UAI ha avviato una rete di sportelli, seminari informativi e consulenze dedicate alle realtà sportive, mettendo a disposizione esperienza e competenze in materia fiscale, contabile e lavoristica. “Il nostro obiettivo – prosegue Abballe – è accompagnare le ASD in ogni passaggio, garantendo assistenza personalizzata e vicinanza concreta su tutto il territorio. Vogliamo che nessuna associazione sia lasciata indietro.” Il percorso di aggiornamento non si limita ai tecnicismi normativi, ma mira a salvaguardare l’identità delle società sportive: “Lo sport è inclusione, salute, valori. La riforma è importante, ma serve buon senso applicativo e strumenti operativi adeguati”, dice Abballe, che sottolinea le difficoltà delle piccole ASD nel reperire personale qualificato per districarsi tra le nuove pratiche e i nuovi obblighi.
UAI sta pianificando la sottoscrizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dedicato alle ASD e la creazione di un ente bilaterale che offrirà servizi di tutela e formazione specialistica, assistenza previdenziale e assicurativa e aggiornamento statutario. L’ente si candida a diventare punto di riferimento per l’intero settore. L’appello dell’Unione Artigiani Italiani è rivolto sia alle istituzioni sia alle ASD: “Occorrono pianificazione, risorse adeguate e un accompagnamento reale per evitare un depauperamento irreversibile del tessuto associativo. Solo così la riforma potrà trasformarsi in una opportunità per la crescita e non in un ostacolo al benessere collettivo”.
Mancano poco più di due mesi all’avvio del nuovo regime, e con esso prende il via una corsa contro il tempo per evitare che troppe associazioni chiudano i battenti. Il rischio è di perdere un patrimonio prezioso per tante comunità locali. La posta in gioco è la sopravvivenza stessa di uno dei motori più autentici della crescita sociale italiana: lo sport dilettantistico e il suo modello di partecipazione. La UAI invita tutte le associazioni a informarsi, formarsi e non affrontare la rivoluzione da sole: solo insieme si può superare l’ostacolo.
UAI Unione Artigiani Italiani – Giesse Ufficio Stampa
