Indagini lampo della Polizia portano al fermo della sospetta
Fermata ex badante – In meno di un giorno, la Polizia di Stato ha stretto il cerchio attorno alla presunta responsabile dell’omicidio avvenuto il 18 settembre in un’abitazione di Via Muzio Scevola, dove è stata trovata senza vita una donna di 63 anni. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, gli agenti della Squadra Mobile hanno condotto accertamenti serrati e mirati, raccogliendo elementi ritenuti decisivi per il fermo.
Il sopralluogo, effettuato con il supporto della Polizia Scientifica e alla presenza del pubblico ministero Martina Taglione, ha permesso di isolare tracce e indizi compatibili con un’aggressione. Le indagini si sono poi concentrate su una donna che, per un breve periodo, aveva prestato servizio come assistente domiciliare presso la vittima, affetta da una grave disabilità.
La sospettata, ascoltata dopo altri testimoni, ha mostrato una ferita alla mano, attribuendola a un incidente sul lavoro. Tuttavia, le sue dichiarazioni sono apparse contraddittorie e non coerenti con le testimonianze raccolte e con i riscontri tecnici. Tali discrepanze hanno portato la Procura ad emettere un provvedimento restrittivo nei suoi confronti.
Sono tuttora in corso approfondimenti per chiarire il movente del delitto, che ha scosso profondamente la comunità locale. La Polizia, come riportato nel comunicato ufficiale della Questura di Latina, prosegue le indagini con il massimo riserbo e determinazione.
Si sottolinea che, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione, la persona fermata è da considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva. Il procedimento è attualmente nella fase preliminare.
