Convocata ambasciatrice a Parigi dopo parole del vicepremier
La convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro, decisa dall’Eliseo dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini contro Emmanuel Macron, ha acceso una nuova frizione nei rapporti bilaterali. Secondo fonti diplomatiche citate dall’Afp, la mossa francese è arrivata a seguito delle “inaccettabili affermazioni” del vicepremier italiano, che aveva criticato con durezza l’ipotesi di un coinvolgimento diretto delle forze europee nel conflitto in Ucraina.
La Lega prova a smorzare i toni. Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha affermato che “basterebbe una smentita” da parte di Macron sulla volontà di mandare soldati in Ucraina per “chiudere la vicenda”. Romeo ha invitato a non insistere con riferimenti a “ombrello nucleare europeo, missili e bazooka”, sottolineando come la priorità sia permettere ai tentativi di mediazione e ai possibili negoziati di pace di proseguire.
Nei giorni precedenti, Salvini aveva espresso pubblicamente la sua contrarietà agli appelli del presidente francese. Rispondendo a una domanda a margine di un incontro a Milano, il leader leghista aveva dichiarato: “Vacci tu se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina”. Parole che hanno provocato l’immediata reazione di Parigi, fino alla convocazione ufficiale dell’ambasciatrice.
A difesa del vicepremier interviene anche Claudio Borghi Aquilini, senatore della Lega, secondo cui “non esiste alcuna crisi con la Francia”. La sua posizione è netta: “Nel mezzo di una trattativa di pace parlare di truppe e di armi è irresponsabile. Basta che Macron smentisca le ipotesi napoleoniche di un intervento e tutto rientra”.
Dal fronte alleato, Forza Italia prende invece le distanze, pur confermando il legame strategico con Parigi. La vicesegretaria nazionale e responsabile Esteri, Deborah Bergamini, ha ricordato che la politica estera italiana “è prerogativa del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri”. Ha ribadito che le divergenze di vedute non intaccheranno l’amicizia tra Roma e Parigi, definendo quest’ultima “essenziale in un contesto internazionale così delicato”.
Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha riconosciuto che i toni di Salvini sono stati “sbagliati”, ma ha sottolineato come la sostanza resti la contrarietà italiana all’invio di truppe in Ucraina. Secondo Lupi, Italia e Francia condividono un patrimonio di relazioni storiche e interessi comuni, destinati a superare questa polemica.
Dall’opposizione arrivano critiche serrate. Piero Fassino, deputato del Partito Democratico e presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia-Francia, ha ammonito che “non è nell’interesse del nostro Paese aprire un fronte di scontro con Parigi”. Ha richiamato l’importanza dei vincoli storici e culturali tra le due nazioni, ricordando che a breve ricorrerà il quarto anniversario del Trattato del Quirinale, che impegna Roma e Parigi a una cooperazione permanente. “Anziché alimentare polemiche, occorre dare piena attuazione al Trattato”, ha dichiarato.
Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito “linguaggio da osteria” quello usato da Salvini, chiedendo alla premier Giorgia Meloni di intervenire e censurare il suo vice. Dure anche le parole del segretario di +Europa, Riccardo Magi, secondo cui l’Italia è stata “umiliata” dalla convocazione dell’ambasciatrice: “Salvini riduce il nostro Paese a uno Stato canaglietta”, ha detto, accusando Meloni di non prendere le distanze.
Sul fronte centrista, il deputato di Italia Viva Davide Faraone ha accusato Salvini di “dimenticare di essere vicepremier”, insultando un presidente di un Paese alleato proprio mentre Italia e Francia sono impegnate insieme su dossier delicati come Ucraina e commercio internazionale. Faraone ha chiesto a Meloni di chiarire se intenda governare o restare “ostaggio delle uscite del suo vice”.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha rimarcato che dissentire da un capo di Stato è legittimo, ma un vicepremier “non può esprimersi come al Bar dello Sport”.
Il quadro, dunque, appare segnato da una forte contrapposizione politica interna. Se la maggioranza si divide tra difesa e presa di distanza dai toni di Salvini, l’opposizione insiste sulla gravità diplomatica dell’accaduto e sul rischio di indebolire la posizione internazionale dell’Italia.
Sul versante francese, l’Eliseo non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali oltre alla conferma della convocazione, che resta un atto formale e significativo nelle relazioni bilaterali.
L’episodio si inserisce in un contesto già teso sul fronte europeo. Macron, nei mesi scorsi, aveva evocato la possibilità di un impegno più diretto dell’Europa in Ucraina, senza escludere a priori l’invio di truppe. Una posizione che ha suscitato reazioni contrastanti tra i partner Ue, in particolare nei Paesi dell’Est e nell’Italia guidata dal governo Meloni, schierata su una linea di sostegno a Kiev ma senza ipotesi di coinvolgimento diretto delle proprie forze armate.
Il richiamo di Parigi alla diplomazia italiana ha dunque reso evidente la frattura tra le parole di Salvini e la prudenza auspicata dall’esecutivo. Mentre la premier Meloni mantiene il silenzio sulla vicenda, la politica interna continua a interrogarsi sugli effetti di una polemica che tocca l’equilibrio delle relazioni tra due partner storici.
(Red/Adnkronos)
