L’azienda offre anche possibilità di trasferta in Serbia
Cassa integrazione – La direzione dello stabilimento Stellantis di Atessa (Ch) ha comunicato che si procederà con un ulteriore periodo di cassa integrazione a partire dal 31 marzo fino al 13 aprile 2025, per un massimo di 1500 dipendenti. La decisione è stata presa in seguito a un incontro con i rappresentanti sindacali di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf, durante il quale è stata discussa la situazione attuale del mercato. L’azienda ha confermato che questa misura, che riguarda i lavoratori del sito, è necessaria per fronteggiare la persistente difficoltà economica e la continua riduzione delle richieste, in particolare dal Messico.
L’azienda ha anche spiegato che, a causa della minore domanda, la produzione presso il reparto Ckd di Lastratura non proseguirà durante i fine settimana di marzo, con conseguente interruzione delle attività lavorative. Nonostante ciò, lo stabilimento cercherà di mantenere un contatto costante con i propri dipendenti per valutare eventuali soluzioni alternative.
Oltre alla cassa integrazione, è stata avanzata anche la possibilità di trasferta per i lavoratori, che potrebbero essere inviati in Serbia in base alle necessità produttive della multinazionale. La proposta, seppur in fase preliminare, è stata accolta con un certo interesse dai sindacati, che la considerano una soluzione per alleviare la situazione di incertezza.
La continua flessione della domanda da parte del Messico rappresenta uno degli ostacoli principali per il sito produttivo di Atessa, che negli ultimi mesi ha visto una riduzione delle commesse. Il mercato estero, in particolare quello nordamericano, è diventato meno favorevole a causa delle difficoltà economiche globali e della concorrenza sempre più agguerrita. Inoltre, le incertezze legate agli sviluppi politici e alle politiche fiscali internazionali stanno influenzando negativamente la capacità produttiva e la domanda di veicoli, comportando così una minore richiesta da parte di alcuni mercati.
La direzione aziendale ha sottolineato come la decisione di ricorrere alla cassa integrazione sia stata presa in modo responsabile, al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine dello stabilimento. Sebbene la cassa integrazione possa apparire come una misura temporanea, l’azienda ha assicurato che sarà fatta ogni valutazione possibile per garantire il ritorno alla piena attività appena la situazione del mercato migliorerà.
In aggiunta, l’ipotesi della trasferta in Serbia è stata proposta come una soluzione per evitare il più possibile il ricorso a nuove riduzioni del personale. La Serbia è infatti un altro sito di produzione di Stellantis, e l’invio di personale da Atessa potrebbe rappresentare una risorsa per colmare la carenza di forza lavoro nelle strutture serbe, dove le attività produttive sono attualmente più intense. Tuttavia, questa soluzione presenta diverse difficoltà pratiche e sindacali, che dovranno essere attentamente valutate nelle prossime settimane.
L’annuncio della cassa integrazione e delle trasfertine in Serbia ha suscitato reazioni contrastanti tra i sindacati. Da un lato, i rappresentanti dei lavoratori hanno riconosciuto le difficoltà oggettive del mercato, ma dall’altro hanno ribadito la necessità di garantire il mantenimento dell’occupazione in Atessa. I sindacati chiedono all’azienda di adottare tutte le misure possibili per tutelare i lavoratori e per evitare ulteriori ricorsi alla cassa integrazione o, peggio, a licenziamenti.
In questo contesto, il dialogo tra azienda e sindacati risulta fondamentale. Le parti concordano sull’importanza di collaborare per risolvere la crisi e garantire il futuro dello stabilimento, ma le soluzioni proposte sono ancora in fase di discussione. La cassa integrazione resterà in vigore per tutto il periodo indicato, con la possibilità che la situazione venga monitorata e aggiornata in base all’andamento del mercato.
In conclusione, il futuro di Stellantis Atessa resta incerto, ma l’azienda sta cercando di prendere le misure necessarie per affrontare una congiuntura difficile. La decisione di ricorrere alla cassa integrazione fino al 13 aprile 2025 e la possibilità di trasferire i lavoratori in Serbia sono parte di una strategia volta a mantenere in equilibrio la produzione e a fronteggiare le difficoltà economiche globali. Tuttavia, sarà fondamentale per l’azienda trovare soluzioni adeguate per salvaguardare l’occupazione e la stabilità produttiva nel lungo periodo.
