Cocaina ‘rosa’, allerta tra i minorenni: campagna informativa in atto
Roma – La sostanza nota come ‘cocaina rosa’ si sta diffondendo tra i minorenni, suscitando allarmi tra le autorità sanitarie. Contrariamente a quanto suggerisce il nome, non si tratta di una variante della cocaina tradizionale, ma di una fenetilamina sintetica, il 2C-B, a volte colorata con un pigmento rosa per attirare i giovani. Questo nuovo tipo di droga, che viene ‘sniffato’ come la cocaina, ha un costo elevato, con prezzi che possono raggiungere i 400 euro al grammo, rendendola un simbolo di status tra i consumatori più giovani e abbienti.
Le indagini della Polizia hanno recentemente rivelato un incremento nel traffico di questa sostanza in alcune zone di Roma, in particolare nei quartieri settentrionali come Parioli, Salario-Trieste, e Piazza Bologna. Il profilo dei consumatori è variegato, includendo non solo adulti, ma anche molti giovanissimi. La Polizia ha intensificato la sorveglianza in prossimità di bar e discoteche, rilevando che i venditori stanno sviluppando metodi sempre più audaci per eludere i controlli. In alcune operazioni, è emerso che la cocaina rosa veniva occultata in lampade di sale, un modo ingegnoso per mascherare la droga durante eventi sociali come cene o feste.
La crescente popolarità di questa sostanza preoccupa gli esperti. Antonio Bolognese, responsabile scientifico della Commissione per lo studio e la prevenzione delle dipendenze dell’Ordine dei Medici di Roma, ha avvertito sui rischi significativi associati al suo uso. “È una delle sostanze più in voga tra i giovani attualmente e presenta effetti devastanti”, ha dichiarato Bolognese, evidenziando che la droga stimola rapidamente il sistema nervoso centrale, generando un’immediata sensazione di piacere. Tuttavia, la sua rapida eliminazione dall’organismo può portare a un uso compulsivo e a stati psicotici.
In risposta a questa emergente crisi, l’Omceo Roma, attraverso l’Associazione Ets Osservatorio sulle Dipendenze, ha avviato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nei centri sportivi di Roma. Questa iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Roma, mira a informare i giovani sui pericoli delle dipendenze e ad implementare strategie di prevenzione. “La prevenzione primaria precoce è cruciale per fermare l’uso di sostanze stupefacenti sin dall’adolescenza”, ha sottolineato Bolognese.
Il programma prevede incontri interattivi con piccoli gruppi di studenti, durante i quali vengono fornite informazioni sui rischi associati all’uso di sostanze. “Abbiamo notato che il metodo della peer education è molto efficace”, ha aggiunto Bolognese. Gli studenti sono coinvolti attivamente, veicolando messaggi informativi attraverso laboratori, utilizzando un linguaggio che risuona con i loro coetanei. All’inizio del percorso educativo, vengono somministrati questionari anonimi per valutare la conoscenza degli studenti riguardo alle sostanze e ai loro effetti. Al termine del programma, un secondo questionario ha mostrato un incremento del 70% nella comprensione delle tematiche trattate.
Uno degli ultimi incontri si è svolto in una scuola di Villa Flaminia, dove i ragazzi di circa 14 anni hanno posto numerose domande sulla cocaina rosa, evidenziando il crescente interesse e la preoccupazione per questo argomento. “È fondamentale affrontare la questione delle dipendenze, non solo legate alle droghe ma anche all’alcol e ai social media, per proteggere la salute mentale dei giovani”, ha concluso Bolognese, enfatizzando l’importanza di una sinergia tra azioni preventive e interventi di repressione da parte delle forze dell’ordine.
