L’economia decisiva nelle elezioni USA tra Harris e Trump
L’economia decisiva – L’economia assume il ruolo di “terzo candidato” nelle elezioni presidenziali statunitensi, influenzando significativamente la contesa tra Kamala Harris e Donald Trump. Un’analisi del Wall Street Journal esplora l’impatto delle condizioni economiche attuali, suggerendo che il 49,5% degli elettori potrebbe preferire Harris, mentre il 50,5% potrebbe optare per Trump, secondo le previsioni del modello dell’economista Ray Fair dell’Università di Yale. Questi numeri indicano una gara estremamente serrata, in cui l’economia pesa come un vero “candidato aggiuntivo.”
Variabili economiche influenti: Fair ha identificato tre principali variabili economiche che storicamente influenzano il voto: la crescita del PIL pro capite, l’inflazione e i cosiddetti “trimestri di buone notizie,” ovvero i periodi in cui la crescita del PIL ha superato il 3,2%.
- PIL pro capite: Quando il PIL registra una crescita significativa, come nel caso del tasso medio di 2,8% registrato fino al terzo trimestre dell’amministrazione Biden, il consenso per il partito al governo tende a rafforzarsi. Tuttavia, i dati recenti sono quelli che solitamente guidano la percezione dell’elettorato. Fair osserva che, pur essendo positivo, questo tasso non è abbastanza elevato da garantire un margine di vantaggio significativo per i Democratici, dato che il popolo americano guarda anche ad altre questioni economiche, tra cui l’inflazione.
- Inflazione: L’aumento dei prezzi rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per gli elettori. Durante la presidenza Biden, il tasso annuo di inflazione sui prezzi del PIL è stato del 4,5%, il più alto dai tempi del primo mandato di Ronald Reagan. Questo livello di inflazione grava negativamente sul partito in carica, limitando il consenso verso Harris. Il costo della vita e il prezzo delle merci, infatti, sono tematiche centrali per l’elettorato, e il risentimento verso l’inflazione elevata potrebbe favorire Trump.
- Trimestri di buone notizie: Fair individua anche il numero di trimestri in cui la crescita del PIL pro capite ha superato il 3,2%. Durante la presidenza Biden, i trimestri “positivi” sono stati quattro, mentre durante il mandato di Trump sono stati tre fino alle elezioni del 2020. Sebbene entrambi i candidati abbiano avuto periodi di crescita notevole, l’attuale percezione economica degli elettori potrebbe penalizzare i Democratici in quanto il miglioramento della qualità della vita e dei salari non sembra compensare l’alta inflazione.
Previsioni e limiti del modello Fair: Il modello di Fair prevede, quindi, una vittoria marginale di Trump con il 50,5% dei voti rispetto al 49,5% di Harris. Tuttavia, non si tratta di una certezza: questo modello, pur essendo stato accurato in molte elezioni passate, ha mancato la previsione sia nel 2016 con Hillary Clinton sia nel 2020 con Joe Biden. La possibilità di errore resta dunque elevata, e la battaglia elettorale è ancora aperta a risultati imprevedibili.
Prospettive per l’Unione Europea: Dal punto di vista internazionale, una vittoria di Harris o di Trump potrebbe modificare le relazioni economiche e militari tra Stati Uniti ed Europa. Secondo Annacarla Dellepiane, responsabile vendite Italia di HANetf, l’eventuale presidente americano, chiunque esso sia, ridurrebbe probabilmente gli aiuti economici diretti all’Unione Europea. Tuttavia, Harris seguirebbe una linea di continuità più graduale rispetto a quella più drastica che Trump adotterebbe.
Dellepiane prevede che, in caso di elezione di Harris, gli USA manterrebbero il loro impegno per la sicurezza europea, anche se Harris solleciterebbe gli Stati membri della NATO a contribuire maggiormente, specie per quanto riguarda il sostegno all’Ucraina. In questo scenario, l’Europa non verrebbe abbandonata, ma le pressioni su Germania, Francia e Italia per aumentare la spesa in difesa si intensificherebbero progressivamente.
Con Trump al comando, invece, la riduzione degli aiuti americani sarebbe più marcata e immediata. Gli Stati europei della NATO potrebbero essere spinti a raggiungere rapidamente l’obiettivo del 2% del PIL per le spese difensive. Per l’industria italiana della difesa, questa situazione potrebbe avere effetti positivi, favorendo aziende come Leonardo, che potrebbero trarre vantaggio dall’incremento delle spese europee in difesa.
Posizione di Trump sulla non violenza: Sul fronte interno, Trump ha dichiarato che i suoi sostenitori “non sono violenti” e che “non ci sarà violenza” nelle manifestazioni elettorali. Dopo aver votato a Palm Beach, in Florida, ha affermato che i suoi sostenitori credono nella non violenza. Queste dichiarazioni sembrano mirate a dissuadere eventuali tensioni, specialmente in un contesto di elezioni così competitive.
Conclusioni: In sintesi, le elezioni presidenziali del 2024 rappresentano uno scontro serrato tra Harris e Trump, in cui l’economia ha assunto un ruolo cruciale come “terzo candidato.” Il modello di Fair prevede una vittoria marginale di Trump, ma la storia ha dimostrato che le previsioni elettorali possono riservare sorprese. Sul piano internazionale, sia Harris sia Trump adotterebbero una linea meno favorevole verso l’Europa, ma con approcci e tempi differenti.
