Hollywood sotto shock per il trionfo di Trump nonostante le star

Divi sconfitti nelle urne: gli sforzi pro-Kamala non pagano

Hollywood sotto shock per il trionfo di Trump nonostante le star

 

Hollywood sotto shock – La Hollywood liberal esce sconfitta dal confronto elettorale. Nonostante l’impegno di numerose star del cinema e della musica, che fino all’ultimo hanno tentato di influenzare gli elettori in favore della vicepresidente Kamala Harris, i risultati elettorali hanno segnato la vittoria di Donald Trump. Mentre l’Academy si è congratulata con il presidente rieletto e il nuovo Congresso, figure di spicco come Lady Gaga, Oprah Winfrey e Ricky Martin hanno assistito con delusione all’inefficacia delle proprie campagne.

In un comunicato dopo il voto, la Motion Picture Association ha espresso la volontà di collaborare con la nuova amministrazione su questioni centrali per l’industria dell’intrattenimento, che rappresenta oltre 2,7 milioni di posti di lavoro e 240 mila imprese negli Stati Uniti. “Ci congratuliamo con il presidente Trump e ci impegniamo a lavorare su temi chiave per il cinema, la televisione e lo streaming, settori che generano più di 242 miliardi di dollari in salari ogni anno”, ha dichiarato l’ente.

Tuttavia, molte celebrità sono apparse inconsolabili. Tra queste, il presentatore Jimmy Kimmel, noto per le sue tensioni con Trump, che in una trasmissione ha espresso rammarico, definendo la rielezione del tycoon come “la vittoria di Putin e della polio”. Anche la cantante Billie Eilish, portavoce della Generazione Z, ha criticato il risultato elettorale vedendolo come un “attacco ai diritti delle donne”. L’attore Jeffrey Wright, in corsa per un Oscar, ha seguito l’esempio di Bette Midler abbandonando X, la piattaforma social legata a Elon Musk, sostenitore di Trump.

Anche le apparizioni pubbliche di Harris, come l’intervento al programma comico “Saturday Night Live”, potrebbero non aver prodotto l’effetto sperato e, per alcuni, sono addirittura risultate controproducenti. I programmi a lungo formato, come i podcast popolari di Joe Rogan in cui Trump ha partecipato assieme al suo vice JD Vance per tre ore consecutive, sembrano aver influenzato maggiormente l’elettorato indeciso.

Le star democratiche si sono mosse con spot e interventi pubblici per sostenere Kamala Harris. Celebrità come Beyoncé, Taylor Swift, George Clooney e Julia Roberts – quest’ultima protagonista di una campagna rivolta alle donne repubblicane per convincerle a votare Harris in segreto – hanno sostenuto attivamente la causa, ma senza successo.

Nel day after elettorale, alcune figure di Hollywood e strateghi democratici sono stati messi sotto accusa. Adam McKay, regista e sceneggiatore noto per le sue opere satiriche come “Vice” e “Don’t Look Up”, ha criticato apertamente la leadership del partito democratico, accusandolo di aver celato le reali condizioni fisiche di Joe Biden e di aver evitato una convenzione aperta che avrebbe permesso di scegliere un candidato alternativo. McKay ha anche criticato il partito per non aver affrontato temi cruciali come la sanità e il fracking e per aver mostrato tolleranza verso i Cheney e le questioni riguardanti la Palestina.

Hollywood, che si era mobilitata in massa, si trova ora a fare i conti con il fallimento dei propri sforzi, mentre Trump si prepara a iniziare il suo nuovo mandato

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