Inflazione, occupazione e pace globale al centro delle sfide
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha aperto oggi alla possibilità di un taglio dei tassi di interesse, sottolineando che gli effetti dei dazi sul costo della vita sono ormai visibili e continueranno a manifestarsi nei prossimi mesi. Powell, intervenuto al simposio di Jackson Hole, ha evidenziato come il mercato del lavoro appaia equilibrato, pur in presenza di un marcato rallentamento sia dell’offerta sia della domanda di lavoratori. L’inflazione resta sopra il target del 2%, con rischi al rialzo, ma la banca centrale agirà con cautela, monitorando attentamente i dati economici.
Il tasso di riferimento, pari a 100 punti base, è vicino alla neutralità rispetto a un anno fa e Powell ha chiarito che ogni decisione sarà guidata dalla valutazione dei dati, evitando che aumenti temporanei dei prezzi diventino persistenti. Il capo della Fed ha anche osservato che la politica monetaria potrebbe richiedere un adeguamento in risposta ai rischi al ribasso sull’occupazione.
Intanto, il presidente americano Donald Trump ha minacciato il licenziamento di Lisa Cook, membro del consiglio della Fed, sostenendo che il suo operato sia inappropriato. Cook è stata nominata da Joe Biden nel gennaio 2022.
Sul fronte internazionale, il conflitto tra Russia e Ucraina resta irrisolto. Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe disposto a incontrare Volodymyr Zelensky, ma solo se l’agenda del vertice sarà definita in modo presidenziale. Zelensky, secondo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ha rifiutato le proposte di mediazione avanzate da Trump, compresi i punti su non adesione alla Nato e scambi territoriali.
Durante un summit a Kiev, Zelensky e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, hanno discusso la necessità di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, con supporto europeo e statunitense, dopo che accordi passati come Minsk e Budapest non hanno garantito protezione effettiva. Aleksandr Lukashenko ha proposto una tregua aerea come primo passo, mentre Peter Szijjarto, ministro ungherese, ha ribadito l’opposizione all’ingresso ucraino nell’Ue.
Nel frattempo, continuano gli attacchi russi: Kharkiv e Kherson registrano due morti e una ventina di feriti, mentre Dnipropetrovsk e il villaggio di Kurganne subiscono danni a infrastrutture e vittime civili. La situazione resta complessa, con i protagonisti internazionali alla ricerca di un equilibrio difficile tra diplomazia e conflitto, in uno scenario in cui ogni mossa potrebbe modificare la dinamica sul terreno.
