Lavrov riappare e rilancia il dialogo con gli USA, attaccando l’Europa

Mosca apre a Rubio, ma accusa Bruxelles di voler rapinare la Russia

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov torna sulla scena internazionale con un’intervista all’agenzia Ria Novosti, dopo giorni di silenzio che avevano alimentato dubbi sulla sua posizione nel governo di Mosca. Lavrov ha affrontato con tono diretto i principali dossier geopolitici, a partire dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni con l’Occidente.

L’Unione Europea è finita nel mirino del capo della diplomazia russa, accusata di voler utilizzare i beni russi congelati per finanziare la ricostruzione ucraina. Lavrov ha definito questa ipotesi una “rapina legalizzata”, denunciando il “cinismo giuridico” di Bruxelles e promettendo una risposta “adeguata” da parte di Mosca.

Sul fronte americano, Lavrov ha manifestato – come scrive Marta Ottaviani su La Nazione – disponibilità a incontrare il Segretario di Stato Marco Rubio, nonostante le divergenze emerse nella telefonata del 20 ottobre. Ha evocato il vertice di agosto in Alaska tra Putin e Trump, sottolineando come gli USA avessero garantito il non intervento di Zelensky nel processo di pace, promessa che secondo Mosca non è stata mantenuta.

Nel frattempo, l’Ucraina continua a subire pesanti attacchi. Nella notte tra sabato e domenica, drone russi hanno colpito il Donbas, lasciando oltre 100mila persone senza elettricità, acqua e riscaldamento. Zelensky ha annunciato la resistenza ucraina a Zaporizhzhia, ma la situazione resta critica, soprattutto a Pokrovsk, dove le truppe russe sono vicine alla conquista.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha infine chiarito che Putin non ha ordinato test nucleari, lasciando intendere che Mosca sta ancora valutando la necessità di simili azioni.

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