Israele lancia attacco di terra nella Siria meridionale

Operazione a Beit Jinn, conferme da media siriani e Haaretz

Israele ha avviato un attacco di terra nella Siria meridionale, entrando nella zona di Beit Jinn, nei pressi della periferia sud-occidentale di Damasco. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato siriana, 11 veicoli militari e oltre 60 soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono penetrati nel territorio siriano nella giornata di lunedì 25 agosto 2025. La notizia è stata confermata anche dal quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti militari. Secondo i media, l’operazione è in corso in un’area situata a poche miglia dal confine tra Siria e Israele, a est della linea di demarcazione stabilita dopo il conflitto del 1973.

Il governo siriano ha reagito alla notizia con cautela. In mattinata, il presidente Ahmed al-Sharaa, parlando ai giornalisti arabi, ha ammesso che sono in corso “colloqui avanzati” con Israele per un possibile accordo di sicurezza. L’informazione è stata riportata da Sky News Arabic, che ha citato fonti diplomatiche coinvolte nei negoziati.

Secondo quanto riferito dall’emittente, l’eventuale intesa sarebbe fondata sulle linee guida dell’accordo di disimpegno del 1974, firmato dopo la guerra dello Yom Kippur, che stabiliva zone cuscinetto e il dispiegamento di forze ONU per monitorare il cessate il fuoco.

Sharaa ha comunque sottolineato che non si tratta ancora del momento giusto per parlare di una pace duratura: “Non è ancora il momento per un accordo di pace con Israele, ma il nostro governo non esiterà a concludere qualsiasi intesa che porti benefici alla Siria e alla regione”, ha dichiarato.

L’operazione militare israeliana arriva in un contesto particolarmente delicato, mentre il fronte settentrionale dello Stato ebraico resta teso per via di crescenti pressioni ai confini e dell’attività di gruppi armati filo-iraniani nella regione.

Secondo alcuni analisti, il raid potrebbe rappresentare una mossa preventiva da parte di Israele per mettere pressione sul governo siriano e accelerare le trattative in corso, ma al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali che confermino questo intento strategico.

(Crc/Adnkronos)

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