Difesa italiana divisa tra fermezza militare e timori di corruzione
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito “assurdo” ipotizzare un arretramento del sostegno italiano all’Ucraina, ribadendo che Roma continuerà a garantire aiuti civili e militari. Le sue parole sono arrivate al termine della riunione in formato E5 a Berlino, che ha visto al tavolo i responsabili della Difesa di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito. Crosetto ha sottolineato che l’Italia ha già stanziato oltre 100 milioni di euro in aiuti umanitari, con la consegna di generatori elettrici prevista per il prossimo mese, indispensabili a Kiev per affrontare l’inverno.
Il ministro ha inoltre annunciato la firma del dodicesimo pacchetto di aiuti militari, che sarà presentato al Copasir prima della consegna. “Il nostro sostegno non si ferma e non si fermerà”, ha dichiarato, rimarcando che l’impegno italiano contribuisce a proteggere scuole, ospedali e abitazioni civili da oltre il 90% degli attacchi russi. Crosetto ha insistito sul fatto che l’Ucraina sta difendendo la propria popolazione da un’aggressione ingiustificata e che sarebbe impensabile ridurre gli sforzi.
Rispondendo alle osservazioni del vicepremier Matteo Salvini, che aveva espresso dubbi sugli aiuti a Kiev e sui rischi di corruzione, Crosetto ha replicato con un paragone storico: “Non giudico un Paese per due corrotti, così come gli americani e gli inglesi non giudicarono l’Italia per la mafia quando sbarcarono in Sicilia. Aiutarono gli italiani onesti, e noi oggi facciamo lo stesso con gli ucraini”. Ha aggiunto che l’obiettivo è sostenere i civili che subiscono la maggior parte degli attacchi russi, auspicando che i responsabili di reati vengano puniti.
Salvini, parlando a Napoli durante un sopralluogo al porto, aveva invece ribadito la sua contrarietà all’invio di nuove armi. Secondo il leader della Lega, il rischio è che i fondi italiani finiscano per alimentare ulteriori fenomeni corruttivi in Ucraina. Ha richiamato le posizioni del Papa e dell’ex presidente statunitense Trump, indicando nel dialogo la via per fermare il conflitto. “Non penso che l’invio di altre armi risolverà il problema”, ha affermato, sottolineando che l’avanzata delle truppe russe dimostra la necessità di un negoziato.
Il vicepremier ha aggiunto che prolungare la guerra significa solo allungare un percorso di morte. A suo avviso, la soluzione dovrà arrivare da un tavolo tra Zelensky e Putin, dove si decideranno i confini e le condizioni di pace. Salvini ha definito “ingenuo” pensare che l’Ucraina possa riconquistare i territori perduti grazie alle forniture militari.
Le posizioni divergenti tra Crosetto e Salvini riflettono il dibattito interno al governo italiano, diviso tra la linea della fermezza militare e quella del dialogo. Da un lato, la Difesa insiste sulla necessità di garantire continuità agli aiuti, considerati vitali per la sopravvivenza della popolazione ucraina e per la difesa delle infrastrutture civili. Dall’altro, una parte della maggioranza solleva dubbi sull’efficacia delle armi e sui rischi di corruzione, invocando soluzioni diplomatiche.
Il confronto tra i due esponenti mette in evidenza la complessità della posizione italiana: sostenere Kiev significa assumersi responsabilità politiche e morali, ma anche affrontare le critiche di chi teme che il conflitto si trasformi in una guerra senza fine. Crosetto appare determinato a rafforzare il ruolo dell’Italia nel fronte europeo, mentre Salvini richiama la necessità di un approccio più prudente e orientato al negoziato.
La discussione si inserisce in un contesto internazionale segnato dall’intensificarsi delle operazioni militari russe e dalle difficoltà ucraine nel mantenere le linee di difesa. L’Europa continua a cercare una strategia comune, bilanciando sostegno militare e pressioni diplomatiche. In questo quadro, le parole dei leader italiani assumono un peso particolare, perché riflettono le tensioni interne e le diverse sensibilità politiche. La contrapposizione tra Crosetto e Salvini rappresenta due visioni opposte: quella di chi ritiene indispensabile difendere l’Ucraina con mezzi concreti e quella di chi invoca un cessate il fuoco immediato.
(Red-Cro/Adnkronos)
