Via libera unanime alla legge per onorare chi ha informato
Con approvazione unanime, il Parlamento ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge che istituisce il 3 maggio come Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro impegno professionale. Una ricorrenza che avrà valore istituzionale e simbolico, nel segno del rispetto e del riconoscimento verso chi ha perso la vita svolgendo il proprio lavoro al servizio della società.
Da ora in avanti, ogni 3 maggio sarà dedicato al ricordo solenne di coloro che, con dedizione e coraggio, hanno portato la verità all’opinione pubblica, spesso affrontando rischi estremi in contesti di guerra, violenza criminale, censura o emarginazione sociale. L’iniziativa legislativa riconosce il ruolo fondamentale della stampa libera, sancendo l’impegno dello Stato nel valorizzare chi ha contribuito a mantenere viva la coscienza collettiva.
Questa commemorazione riguarda sia giornalisti italiani uccisi sul territorio nazionale sia coloro che hanno perso la vita in scenari internazionali, portando testimonianza diretta da aree di crisi e conflitto, ma anche da territori in cui la criminalità ha tentato di soffocare ogni forma di denuncia. Il loro lavoro ha reso visibili realtà troppo spesso ignorate o occultate.
Tra i tanti nomi che hanno segnato la storia del giornalismo con il proprio sacrificio, si ricordano figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, fino a Maria Grazia Cutuli e Andrea Rocchelli. Ognuno di loro rappresenta un esempio di integrità e di impegno civile.
La legge istituisce non solo un momento di ricordo, ma anche un impegno collettivo a non dimenticare, promuovendo la cultura della legalità e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.
