Smantellata rete transnazionale attiva tra Turchia e Italia: sequestrati 3,3 milioni
È scattata all’alba l’operazione internazionale “Medusa”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta dalla Polizia di Stato, che ha portato all’arresto di 25 persone accusate di far parte di un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di migranti lungo la rotta del Mediterraneo orientale.
Le misure cautelari, disposte dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore Giuseppe Lombardo, riguardano soggetti di nazionalità turca, irachena, georgiana, russa, moldava e ucraina, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e ricettazione, con l’aggravante della transnazionalità.
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L’operazione ha coinvolto autorità di sei Paesi (Italia, Georgia, Ucraina, Turchia, Moldavia, Grecia) e interessa altri 43 indagati a piede libero. L’indagine, condotta dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha ricostruito le attività di quattro distinte “frange” operative coordinate tra loro.
In dettaglio:
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la “frangia ucraina” e la “frangia moldava” si occupavano del reclutamento degli scafisti;
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la “frangia georgiana” curava addestramento, logistica e pagamenti;
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la “frangia turca”, attiva tra Istanbul, Bodrum, Izmir e Marmaris, gestiva le partenze e i contatti con i migranti.
I viaggi avvenivano su barche a vela di 12-15 metri, con decine di migranti a bordo, stipati dietro il pagamento di somme comprese tra 4.000 e 12.000 dollari a persona. Il volume d’affari stimato è di oltre 10 milioni di euro, con quasi 2.000 migranti sbarcati in Italia tra il 2018 e il 2022.
Le indagini si sono avvalse di intercettazioni tradotte da decine di interpreti, incrociate con movimenti finanziari tramite MoneyGram e Western Union, e testimonianze dei migranti. È stato disposto anche il sequestro di 3,3 milioni di euro ritenuti provento illecito.
L’operazione si è avvalsa del supporto di Europol, Eurojust e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, con la collaborazione di procure europee tramite OIE e MLA.
Le indagini sono ancora nella fase preliminare e tutti gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva.
