Misure cautelari [VIDEO] per disordini durante cortei a Torino

Dieci indagati, tredici perquisizioni e trentasette denunce

Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato di Torino, sotto la direzione della Procura locale, ha eseguito dieci provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti accusati di aver preso parte a episodi violenti durante manifestazioni pubbliche svoltesi tra ottobre 2023 e aprile 2024. Le misure, disposte dal GIP, prevedono l’obbligo di dimora nel capoluogo piemontese e la presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, con vincolo di permanenza domiciliare notturna.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata e danneggiamento. Le contestazioni si riferiscono a cinque distinti episodi: il primo risale al 2 e 3 ottobre 2023, in occasione del Festival delle Regioni, quando cortei non autorizzati hanno tentato di superare i cordoni di sicurezza predisposti per la visita istituzionale del Presidente del Consiglio. Gli agenti sono stati colpiti con aste, sputi e oggetti contundenti.

Il 17 novembre, durante una protesta studentesca contro la riforma Valditara, si sono verificati scontri con il Reparto Mobile, mentre il 5 dicembre, presso il campus Einaudi, un gruppo di studenti ha impedito l’accesso all’ateneo a militanti del Fuan, provocando il ferimento di dieci agenti. Il 13 febbraio, una manifestazione pro Palestina davanti alla sede RAI ha causato danni a mezzi di servizio e lesioni a sette operatori delle forze dell’ordine. Il 29 aprile, durante il G7 Clima a Venaria, un corteo non preavvisato ha generato ulteriori tensioni, con tre agenti feriti e un mezzo danneggiato.

A seguito delle indagini, sono state denunciate altre 37 persone per reati analoghi, tra cui oltraggio a pubblico ufficiale e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Contestualmente, sono state effettuate 13 perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti coinvolti in blocchi stradali e ferroviari, interruzioni di pubblico servizio e violazioni di domicilio, avvenuti durante le manifestazioni pro Palestina del 22 e 23 settembre e del 2 ottobre. Alcuni dei perquisiti risultano anche destinatari delle misure cautelari odierne.

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