Fermato il presunto autore dell’omicidio di Santo Spirito
I Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo hanno arrestato A.R. 41 anni, originario di Bari, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia, in quanto presunto responsabile dell’omicidio di Francesco Dogna, avvenuto il 7 gennaio scorso nel quartiere Santo Spirito di Bari. Il fermo è stato eseguito a Bitritto nella serata di ieri, su ordine della Procura della Repubblica di Bari, al termine di indagini serrate che hanno ricostruito le ultime ore prima del delitto.
L’inchiesta ha preso slancio dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dalle tracce ematiche rinvenute sul veicolo utilizzato dall’indagato per fuggire dalla scena del crimine. I filmati hanno permesso di individuare con precisione gli orari di entrata e uscita dell’uomo dall’abitazione della vittima, evidenziando anche il tragitto del veicolo, localizzato grazie al monitoraggio GPS.
Le indagini hanno svelato un legame risalente a oltre dieci anni tra l’uomo e Dogna, mai reso noto a familiari o amici. Attraverso l’analisi dei dispositivi elettronici della vittima, gli investigatori hanno scoperto scambi di messaggi recenti che confermavano la frequentazione sporadica tra i due, spesso presso l’abitazione di Santo Spirito. È in questo contesto che, secondo le ipotesi investigative, si sarebbe verificata una lite scaturita da divergenze legate presumibilmente all’uso di sostanze stupefacenti. Durante il confronto, A.R., avrebbe colpito Dogna con oltre ottanta fendenti, infliggendo ferite mortali.
Il lavoro degli inquirenti, coordinati dalla dottoressa Carla Spagnuolo della Procura di Bari, si è concentrato sull’identificazione dei movimenti di A.R. nelle ore successive al delitto. Una volta raccolti elementi ritenuti di grave indizio, è stato disposto il fermo, impedendo la fuga dell’uomo che, secondo le autorità, stava pianificando di abbandonare il capoluogo pugliese per raggiungere il nord Italia e successivamente l’estero.
La Procura ha sottolineato che il procedimento si trova ancora nella fase preliminare delle indagini e che l’effettiva responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno rispetto del contraddittorio e delle garanzie difensive.
La vicenda ha destato forte clamore nel quartiere Santo Spirito e in tutta Bari, portando ancora una volta al centro del dibattito la questione della sicurezza e del controllo del territorio. Le indagini proseguono per definire con esattezza le dinamiche del delitto e il ruolo dell’indagato.
