Sequestrata la struttura, indagini su cooperativa “Per Mano”
CUNEO – Nelle prime ore del 23 ottobre 2025, i Carabinieri della Compagnia di Cuneo, con il supporto del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, dei NAS di Alessandria e del NIL di Cuneo, hanno dato esecuzione a un’operazione delicata e complessa che ha portato all’applicazione di 17 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti. L’indagine, denominata “Per Mano”, ha fatto emergere un quadro inquietante di abusi e violenze all’interno di una struttura privata che ospitava persone affette da gravi forme di autismo, come riporta il comunicato dall’Ufficio Stampa Comando Generale Carabinieri.
Le misure, emesse dal GIP del Tribunale di Cuneo su richiesta della Procura, comprendono due arresti in carcere, quattro domiciliari, undici divieti di avvicinamento e comunicazione con le vittime, oltre all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. I reati contestati includono maltrattamenti, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata.
Al centro dell’inchiesta, avviata nel dicembre 2024, la cooperativa sociale “Per Mano”, con sede a Cuneo, che gestiva la struttura ricettiva dove si sarebbero verificati i fatti. Le vittime, diciotto in totale, sono persone vulnerabili, ospiti della struttura e affette da disturbi dello spettro autistico in forma grave. Secondo gli inquirenti, le condotte contestate sarebbero state messe in atto da personale direttivo e dipendente della cooperativa.
Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo dell’intera struttura, dei beni aziendali, degli strumenti operativi e dei conti correnti collegati, a tutela delle vittime e per impedire la prosecuzione di attività potenzialmente lesive. Gli arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Torino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’indagine ha richiesto mesi di lavoro, con intercettazioni, testimonianze e accertamenti tecnici che hanno permesso di ricostruire un contesto di gestione opaca e, in alcuni casi, violenta. Le modalità di controllo previste dall’articolo 275 bis del codice di procedura penale sono state applicate per garantire la sicurezza delle persone offese e monitorare i soggetti coinvolti.
La Procura ha sottolineato che la posizione degli indagati è ancora al vaglio e che la presunzione di innocenza rimane fino a eventuale condanna definitiva. Tuttavia, il quadro emerso ha sollevato forti preoccupazioni tra le istituzioni e la comunità locale, che si interroga su come sia stato possibile che episodi simili si verificassero in una struttura deputata alla cura e alla protezione dei più fragili.
L’operazione “Per Mano” rappresenta un momento cruciale nella lotta contro gli abusi in ambito socio-sanitario e pone l’accento sulla necessità di controlli rigorosi, formazione del personale e trasparenza gestionale. La tutela delle persone con disabilità non può conoscere compromessi, e ogni violazione deve essere perseguita con fermezza.
Le indagini proseguono, mentre le autorità competenti lavorano per garantire giustizia alle vittime e restituire fiducia alle famiglie coinvolte. Un caso che scuote le coscienze e richiama l’attenzione su un tema troppo spesso relegato ai margini del dibattito pubblico.
