Aggressione al Villoresi Ovest, indagati quattro soggetti

Ipotesi odio razziale, verifiche in corso a Lainate

Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati per la violenta colluttazione avvenuta il 27 luglio nell’area di servizio Villoresi Ovest di Lainate (Milano). L’episodio, tuttora oggetto di indagini, vede coinvolti un cittadino francese di religione ebraica, Elie Sultan, e tre membri di una famiglia di origine palestinese residente in Italia.

Secondo la ricostruzione fornita da Sultan, presente sul posto con il figlio di sei anni, l’aggressione sarebbe nata da insulti ricevuti per il fatto che indossava la kippah. L’uomo afferma di essere stato oggetto di offese verbali a sfondo razziale e, successivamente, di un’aggressione fisica. Avrebbe inoltre filmato parte dei fatti con il proprio cellulare, registrando volti e frasi come «Free Palestine» e «Assassini, qui non siamo a Gaza». I momenti più violenti, secondo quanto da lui denunciato, sarebbero avvenuti nel piano sotterraneo della struttura, privo di videosorveglianza, dove sostiene di essere stato accerchiato e colpito.

Dall’altra parte, padre, madre e figlio della famiglia palestinese, rappresentati legalmente dall’avvocato Federico Battistini, hanno denunciato Sultan, sostenendo che sia stato lui il primo a usare violenza, colpendo con una testata e un pugno uno dei presenti, in seguito alla richiesta di cancellare il filmato. I tre si sono recati al pronto soccorso e hanno ottenuto referti medici che attestano trauma cranico e contusioni. Sultan ha invece riferito di aver provveduto autonomamente alle cure.

Tutti i protagonisti della vicenda sono attualmente indagati per lesioni personali aggravate dall’odio razziale, ma la dinamica rimane ancora da chiarire. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, si concentrano sull’analisi dei video delle telecamere interne ed esterne all’autogrill, specialmente quelle rivolte verso le scale che portano al piano interrato e al parcheggio. Gli inquirenti stanno procedendo alla ricostruzione dettagliata dei movimenti e dei ruoli dei soggetti coinvolti.

Nel frattempo, un altro episodio ha sollevato allarme per possibili atti antisemiti: a Milano, due donne di origine ebraica hanno denunciato la comparsa di due svastiche e della scritta «Ebrei bastardi» sulla porta di casa. La Digos ha avviato accertamenti per risalire agli autori del gesto.

L’inchiesta sull’aggressione di Lainate resta aperta. L’iscrizione nel registro degli indagati di tutte le persone coinvolte è ritenuta un atto necessario per proseguire le verifiche ed escludere o confermare l’eventuale movente legato all’odio razziale, oppure se si sia trattato di uno scontro nato da provocazioni reciproche.

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