6000 tonnellate di rifiuti anche pericolosi abbandonati, arresti

Sequestrate tonnellate di rifiuti pericolosi abbandonati in Puglia, diversi imprenditori coinvolti

6000 tonnellate di rifiuti anche pericolosi abbandonati, arresti

6000 tonnellate di rifiuti – Il 18 ottobre 2024, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Foggia, Trani/Barletta, Salerno e Potenza, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone. Gli arrestati sono accusati di traffico illecito di rifiuti e gestione illecita degli stessi. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

Le indagini, iniziate a marzo 2020, sono state coordinate dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Bari e hanno portato alla scoperta di un’organizzazione criminale responsabile di un massiccio smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti dalla Campania. Nel corso delle investigazioni sono state utilizzate intercettazioni, videoriprese e pedinamenti che hanno permesso di ricostruire una rete ben strutturata e operativa su larga scala.

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Tra i luoghi coinvolti nello smaltimento illecito vi sono vari siti in provincia di Foggia, dove, tra il febbraio 2020 e l’aprile 2020, sono stati rinvenuti tonnellate di rifiuti indifferenziati. Alcuni episodi significativi includono:

  • 10 febbraio 2020, a Stornara (FG), ritrovato un capannone colmo di rifiuti in balle.
  • 21 febbraio 2020, a Stornarella (FG), rinvenute 50 tonnellate di rifiuti abbandonati.
  • 6 marzo 2020, a Contessa di Stornara (FG), tonnellate di rifiuti sono state bruciate dopo essere state abbandonate.

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Le indagini hanno accertato che i rifiuti, principalmente derivanti da scarti industriali e frazioni indifferenziate di rifiuti solidi urbani, venivano trasportati e smaltiti illegalmente in cave in disuso, aree agricole e capannoni abbandonati tra Foggia, la BAT e, in alcuni casi, la provincia di Campobasso. Gli automezzi utilizzati per il trasporto si dirigevano verso aree isolate, spesso durante la notte, dove i rifiuti venivano scaricati e, in alcuni casi, dati alle fiamme, con grave danno ambientale.

L’operazione ha portato al sequestro di una cava dismessa a Minervino Murge (BAT), principale destinazione dei rifiuti, e di una società di trasporti a Cerignola (FG), inclusi 35 automezzi e beni immobili. Gli inquirenti hanno calcolato che l’attività criminale ha generato profitti illeciti pari a circa 1.200.000 euro, denaro ora sottoposto a sequestro.

L’organizzazione criminale gestiva i rifiuti con documenti falsi che ne certificavano la destinazione in impianti inesistenti, permettendo un risparmio sui costi di smaltimento legale. Questa rete, radicata tra Puglia e Campania, sfruttava la vastità e l’orografia del territorio per continuare il traffico illecito senza essere immediatamente individuata.

L’ordinanza eseguita dai Carabinieri è una misura cautelare in fase preliminare, e gli indagati sono considerati innocenti fino a prova contraria. Il processo definirà le responsabilità e le eventuali condanne in un confronto tra accusa e difesa.

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