Sanità, 500 euro agli specializzandi: infermieri esclusi

De Palma (Nursing Up): «Serve equità tra le professioni sanitarie»

Sanità, 500 euro agli specializzandi: infermieri esclusi

Sanità – Un emendamento alla Manovra 2024, firmato dal deputato Marta Schifone, introduce un contributo mensile di 500 euro per gli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche, come farmacisti, veterinari, odontoiatri, biologi, chimici, fisici e psicologi. La misura, approvata lunedì, mira a riconoscere il valore di questi percorsi formativi, ma ha sollevato critiche per l’esclusione della professione infermieristica.

Secondo Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, si tratta di un passo avanti importante per alcune categorie, ma evidenzia una disparità preoccupante che penalizza gli infermieri. «Mentre si offrono incentivi economici agli specializzandi di alcune professioni sanitarie, si ignora completamente la condizione degli studenti di infermieristica e ostetricia, che continuano a essere esclusi da provvedimenti simili», afferma De Palma.

Una crisi senza precedenti per la professione infermieristica

I dati evidenziano un calo drastico degli iscritti ai corsi di laurea in infermieristica: dai 46.281 studenti del 2010 si è passati a soli 21.250 nel 2024. Inoltre, l’Italia si colloca al quintultimo posto in Europa per il numero di infermieri laureati, con appena 17 professionisti ogni 100.000 abitanti, ben al di sotto della media europea.

La situazione è aggravata da un alto tasso di abbandono degli studi in infermieristica, che oscilla tra il 19% e il 20%, una percentuale che riflette le difficoltà del sistema di formazione a trattenere gli studenti. De Palma sottolinea che l’assenza di incentivi economici è uno dei fattori che contribuiscono a rendere poco attrattiva la professione.

L’importanza del riconoscimento economico

Gli specializzandi nelle professioni sanitarie che beneficeranno del nuovo contributo, secondo De Palma, rappresentano solo una parte del sistema sanitario. «Se da un lato è giusto che questi studenti vengano adeguatamente supportati, dall’altro è inaccettabile che gli studenti di infermieristica e ostetricia, nonostante il loro ruolo centrale, siano esclusi da misure analoghe», dichiara.

La disparità di trattamento tra le diverse professioni sanitarie, secondo De Palma, mina la stabilità già fragile del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). «Non possiamo adottare due pesi e due misure, continuando a ignorare una categoria fondamentale per il nostro sistema sanitario», aggiunge.

Un appello alla politica

De Palma invita il governo a intervenire con misure concrete per sostenere gli studenti di infermieristica, garantendo loro il riconoscimento che meritano. «Gli studenti in infermieristica e ostetricia lavorano in prima linea fin dal primo anno di studi, svolgendo tirocini fondamentali per l’assistenza ai pazienti. Meritano rispetto e adeguati riconoscimenti economici, al pari degli specializzandi delle altre professioni sanitarie».

L’assenza di un sostegno economico non solo penalizza i giovani che scelgono questa carriera, ma rischia anche di compromettere il futuro del SSN, che si trova già in difficoltà per la carenza di personale qualificato.

Le prospettive future

De Palma sottolinea che l’Europa ha più volte sollecitato l’Italia a migliorare le condizioni di formazione per gli infermieri. «È tempo di ascoltare queste indicazioni e agire con provvedimenti mirati per sostenere i futuri professionisti della salute», conclude.

La manovra rappresenta un’opportunità per affrontare queste sfide, ma senza un intervento equo rischia di accentuare le disparità tra le diverse professioni sanitarie. La politica, secondo il leader del Nursing Up, deve smettere di ignorare il problema e adottare misure che valorizzino tutte le categorie, garantendo un sistema sanitario più inclusivo ed equilibrato.

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