Razzi colpiscono base Unifil in Libano, nessun ferito italiano
Razzi colpiscono base Unifil – Senza causare feriti tra i militari italiani. Gli attacchi sono avvenuti in tre distinti episodi e hanno impattato principalmente su aree esterne e un magazzino ricambi, dove non erano presenti soldati. Cinque militari italiani sono stati sottoposti a controlli nell’infermeria della base, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Le forze italiane sono ora impegnate negli accertamenti per identificare i responsabili e determinare l’origine dei razzi.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha definito l’incidente “intollerabile”, sottolineando che le basi di Unifil non dovrebbero mai essere prese di mira. In un punto stampa al termine di un Consiglio di Difesa, Crosetto ha dichiarato che “è inaccettabile che le forze di pace vengano colpite” e ha espresso solidarietà ai soldati italiani impegnati nella missione di pace. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato l’attacco, ritenendo probabile che i razzi siano stati lanciati da Hezbollah. “Non è accettabile che si spari contro il contingente Unifil. Se è stato un errore, Hezbollah impari a utilizzare meglio le armi”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo che l’Italia non è nemica di nessuno e che il suo impegno in Libano è volto a garantire la pace.
Nel contesto di questa serie di attacchi, sono stati feriti quattro caschi blu ghanesi durante un altro episodio in cui un razzo ha colpito la base Unp 5-42 vicino al villaggio di Ramyah, nel sud del Libano. La missione Onu ha confermato l’incidente e ha precisato che i razzi sono stati probabilmente lanciati da “attori non statali”. La missione Unifil ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza e ha avviato indagini per identificare i responsabili.
Il portavoce dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha respinto qualsiasi coinvolgimento, dichiarando all’ANSA che non sono stati i soldati israeliani a colpire le forze di pace di Unifil. L’episodio ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale, con diversi esponenti politici e istituzionali che hanno condannato l’uso della violenza contro i caschi blu.
Gli attacchi sono avvenuti in un contesto di crescente tensione nella regione, con il sud del Libano che rimane una zona di conflitto potenziale tra le forze israeliane e i gruppi armati. La missione Unifil, che include anche contingenti italiani, è attiva da decenni nella regione per garantire la sicurezza e la stabilità, ma i recenti attacchi mettono in evidenza i rischi a cui sono esposti i soldati della missione di pace.
La Comunità Internazionale ha nuovamente ribadito il proprio sostegno alla missione Unifil e al ruolo fondamentale che essa svolge per mantenere la pace in una zona instabile. Il governo italiano ha assicurato il suo continuo impegno nella missione, pur esprimendo il fermo disappunto per il verificarsi di attacchi di questo tipo.
