Nagel: aumento tariffe Trump potrebbe aumentare inflazione
Nagel – Se la nuova amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, dovesse mantenere le promesse di aumenti significativi delle tariffe, il sistema commerciale globale potrebbe subire un drastico cambiamento. Il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha affermato che tale decisione rappresenterebbe un “punto di svolta” in un contesto di crescente “frammentazione geoeconomica”, con il rischio di generare maggiori pressioni inflazionistiche. Questi commenti sono arrivati durante una conferenza tenutasi a Tokyo, dove Nagel ha sottolineato l’evidenza di una crescente separazione tra le economie mondiali.
Secondo Nagel, l’eventuale attuazione di politiche tariffarie più alte negli Stati Uniti potrebbe essere solo l’inizio di una serie di misure protezionistiche che riscriverebbero le regole del commercio internazionale. “I segnali di frammentazione geoeconomica sono sempre più chiari. Se queste politiche vengono implementate, potremmo trovarci di fronte a un’escalation significativa della situazione”, ha dichiarato il banchiere centrale tedesco, aggiungendo che la nuova ondata di protezionismo si inserisce in un processo che potrebbe invertire il trend di integrazione globale che ha caratterizzato gli ultimi decenni.
In particolare, Nagel ha sottolineato che il protezionismo è in aumento soprattutto tra Stati Uniti e Cina, i quali rappresentano rispettivamente il 23% e il 17% del totale delle misure protezionistiche adottate dai paesi del G20. Le misure tra i due colossi economici sono reciproche, alimentando un circolo vizioso che potrebbe aggravarsi ulteriormente. In questo contesto, la Bundesbank ha espresso preoccupazione per l’impatto di queste dinamiche sulla crescita economica globale e sull’inflazione, un fenomeno che potrebbe accentuarsi con l’indebolirsi dell’integrazione tra le principali economie mondiali.
Il rischio di un’accelerazione dell’inflazione, se queste politiche protezionistiche dovessero prevalere, è stato uno degli aspetti centrali dell’intervento di Nagel. Secondo il presidente della Bundesbank, l’ulteriore frammentazione dei mercati globali porterebbe inevitabilmente a un incremento delle pressioni sui prezzi. Per far fronte a tale scenario, le banche centrali dovrebbero adottare misure di politica monetaria più restrittive, come l’innalzamento dei tassi di interesse, per contenere l’inflazione. Questo potrebbe avere effetti rilevanti soprattutto nell’ambito dell’Eurosistema, dove una riduzione dell’integrazione globale costringerebbe le autorità monetarie a intervenire in modo deciso per stabilizzare i prezzi.
Nagel ha inoltre commentato l’uso di misure emergenziali come limiti tariffari e sussidi per affrontare l’aumento dei costi, come quelli legati all’energia. Sebbene riconosca che queste soluzioni possano essere giustificate in circostanze straordinarie, ha avvertito che non devono diventare strumenti permanenti. “I sussidi sono una soluzione temporanea e non risolvono i problemi strutturali alla base dell’inflazione”, ha sottolineato. La sua visione è che tali interventi devono essere mirati e a breve termine, senza distorcere i segnali economici di lungo periodo.
Guardando al futuro, Nagel ha proposto risposte strutturali per contrastare la frammentazione geoeconomica. Un’area di intervento cruciale riguarda la transizione verso un sistema di produzione energetica a zero emissioni di carbonio, che potrebbe contribuire a ridurre i costi a lungo termine e stimolare la crescita sostenibile. Inoltre, ha evidenziato l’importanza di potenziare l’Unione dei mercati dei capitali in Europa, per migliorare la resilienza economica e promuovere l’innovazione. Tra le soluzioni più moderne, ha menzionato anche l’introduzione di un euro digitale, che potrebbe rafforzare la stabilità economica dell’Eurozona e favorire l’integrazione economica in un contesto globale sempre più frammentato.
L’intervento di Nagel ha quindi evidenziato un quadro economico globale sempre più complesso, con una crescente tendenza al protezionismo che minaccia di aumentare le pressioni inflazionistiche. Con le politiche di Trump ancora in fase di definizione, il futuro del commercio internazionale sembra incerto, con la possibilità di una nuova era caratterizzata dalla frammentazione delle economie mondiali.
