Paesi baltici presidio civico e difensivo per la democrazia
VILNIUS – “La Lituania non è solo un confine geografico, ma un baluardo morale d’Europa”, ha dichiarato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Ricerca della Camera, al termine di una missione istituzionale che ha portato il dialogo politico e culturale nelle strade di Vilnius. Accompagnato dall’ambasciatore italiano in Lituania, Emanuele de Maigret, e dall’ambasciatrice lituana in Italia, Dalia Kreviene, Mollicone ha ribadito il valore strategico dei Paesi baltici come presidio di sicurezza e coesione per il continente in un momento segnato da conflitti e sfide globali.
Durante la visita, la delegazione italiana ha incontrato le istituzioni lituane di primo piano: il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati lituana, Kęstutis Vilkauskas; il ministro uscente della Cultura, Šarūnas Birutis; e il vice ministro Viktoras Denisenko. Le tappe istituzionali hanno compreso la visita all’Istituto italiano di Cultura e all’Ambasciata d’Italia a Vilnius, luoghi simbolici in cui si celebra la diplomazia culturale come veicolo di dialogo internazionale.
Le immagini ufficiali della missione mostrano Mollicone seduto al tavolo con Denisenko, entrambi intenti a sedare le tensioni con parole e progetti concreti; Vilkauskas ritratto in piedi durante il foto di gruppo; Birutis, in uno scatto singolo, sembra quasi meditare l’eredità culturale che lascia dietro di sé.
Mollicone ha sottolineato come la cultura sia “un ponte contro le tensioni” e uno strumento imprescindibile per mantenere la coesione europea nel contesto delle minacce che lambiscono i confini orientali. Ha richiamato, in particolare, l’abbattimento recente di droni russi da parte della Polonia come esempio – secondo lui – della crescente instabilità regionale. Pur esprimendo solidarietà al ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, per le accuse rivoltegli da componenti del Movimento 5 Stelle, il presidente della Commissione Cultura ha insistito sul bisogno di una risposta comune europea e transatlantica per proteggere la pace e il diritto internazionale, soprattutto in favore dell’Ucraina.
Richiamando l’intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto a Londra, Mollicone ha ribadito che l’Italia intende contribuire al rafforzamento del pilastro europeo della Nato, facendo della difesa una condizione essenziale non solo per la sicurezza, ma anche per la libera espressione culturale, per la democrazia e per la dignità dei popoli.
Una parte centrale dell’agenda della missione a Vilnius è stata dedicata alla diplomazia culturale. Mollicone ha definito l’arte come “elemento unitario”, capace di costruire ponti tra civiltà, ma anche di difendere le comunità dalla negazione della storia e dalla falsificazione. Ha lodato l’impegno del ministro italiano della Cultura, Gennaro Sangiuliano Giuli, nella promozione della tutela del patrimonio danneggiato durante il conflitto ucraino, con particolare riferimento a Odessa.
Tra le iniziative evocate vi è anche il “Manifesto di Roma sull’Alleanza per la Resilienza della Cultura”, progetto nato nel ambito della Conferenza per la Ripresa dell’Ucraina, insieme all’allora vice ministro degli Esteri ucraino Mykola Tochytskyi. Obiettivo del manifesto: salvaguardare i beni culturali durante la guerra e predisporre strategie per la ricostruzione post-bellica.
Mollicone ha inoltre posto l’accento su un rischio crescente: quello della disinformazione e degli attacchi informatici, che a suo dire costituiscono oggi un fronte fondamentale della “guerra ibrida” condotta, secondo lui, da Mosca, non solo nei Paesi baltici ma lungo tutta la frontiera orientale d’Europa. La tutela della creatività – ha spiegato – non è solo difesa del passato, ma presidio contro le ingiustizie del presente.
Tra le novità annunciate, il presidente ha proposto di convocare presto a Montecitorio una riunione con rappresentanti istituzionali di Paesi baltici, Moldavia, Romania e tutte quelle nazioni maggiormente esposte ai rischi informatici. L’intento è costruire una piattaforma comune sulla sicurezza cibernetica, sul contrasto alla disinformazione e sulla cooperazione culturale.
Durante gli incontri con le autorità lituane, Mollicone ha definito l’Istituto italiano di Cultura e l’Ambasciata come luoghi cruciali per la preservazione della memoria europea. “Qui – ha detto – si rafforza il messaggio che lo spirito europeo non è appartenenza a confini rigidi, ma condivisione di libertà, dialogo e rispetto di ogni cultura”.
Non si è parlato solo di geopolitica e difesa: Mollicone ha voluto mettere al centro anche le persone, chi vive ai margini dei conflitti e chi subisce le conseguenze della guerra, della disinformazione, della perdita di patrimonio culturale. Ha portato il ricordo delle comunità ucraine che hanno perso luoghi simbolici, chiese, biblioteche e musei. Ha citato la ricostruzione come atto di memoria, come cura per le ferite invisibili alla vista.
Ha ricordato che difendere la cultura significa difendere il volto di ciascuna comunità, il suo diritto a non essere cancellata. E che chi lavora nell’arte, nella storia, nell’educazione, agisce non solo con estetica, ma con amore per l’altro, per la sua storia, per le sue radici.
La missione di Federico Mollicone a Vilnius si configura non come un viaggio diplomatico ordinario, ma come un segnale politico forte: l’Europa di oggi è chiamata a forgiare coesione, cultura e sicurezza come poli inscindibili. La Lituania, in queste ore, emerge come luogo simbolo: al confine con le sfide russe, ma dentro al cuore ideale di un continente che si riconosce nei suoi valori più alti.
Con la proposta dell’incontro a Montecitorio, Mollicone cerca di trasformare la visita in un passo concreto, affinché il ponte costruito tra Italia, Paesi baltici e vicini orientali diventi struttura permanente, non solo gesto simbolico. Perché, nelle sue parole, “la cultura è un ponte contro le tensioni” ma anche uno scudo per la democrazia, per la pace, per l’identità condivisa.
(Grt/Adnkronos)
