L’UE impone sanzioni alla Russia contro la “flotta ombra” di petroliere

Nuove misure per fermare l'aggiramento dei limiti sui prezzi del greggio

L’UE impone sanzioni alla Russia contro la “flotta ombra” di petroliere 

L’UE impone sanzioni – L’Unione Europea ha adottato nuove sanzioni contro la Russia, mirando direttamente alla “flotta ombra” utilizzata da Mosca per eludere le restrizioni occidentali sul commercio di petrolio. La misura, approvata mercoledì, colpisce circa 50 navi appartenenti a una flotta composta da petroliere obsolette e mal tenute, utilizzate dalla Russia per mantenere il commercio di petrolio nonostante il tetto di prezzo imposto dagli alleati occidentali.

Le nuove restrizioni rientrano nel quindicesimo pacchetto di sanzioni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, approvato in una riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri dell’UE. L’obiettivo principale delle misure è quello di impedire a Mosca di aggirare le norme sui limiti di prezzo, che fissano il valore del petrolio russo al di sotto dei 60 dollari al barile. La Russia, infatti, ha iniziato a utilizzare navi più vecchie, prive di assicurazione e non conformi agli standard internazionali, per continuare a esportare il suo greggio, mentre gli alleati occidentali vietano la fornitura di servizi essenziali come assicurazioni, finanziamenti e bandiere per petroliere che superano il limite di prezzo.

Le petroliere colpite da queste sanzioni, molte delle quali hanno più di 20 anni, navigano sotto bandiere di paesi che si rifiutano di applicare le sanzioni, come Panama, Liberia e Isole Marshall. Inoltre, la flotta ombra è accusata di utilizzare pratiche ingannevoli, come l’oscuramento dei segnali satellitari e la falsificazione dei dati di trasporto, per nascondere l’origine del petrolio e aggirare i controlli.

Le condizioni delle navi coinvolte nella flotta ombra sono estremamente precarie, alimentando preoccupazioni riguardo a possibili disastri ambientali. Bruxelles ha manifestato timori che, in caso di incidenti, il petrolio potrebbe riversarsi nel mare, causando gravi danni ecologici, soprattutto nelle acque europee. La mancanza di adeguate coperture assicurative rende difficile affrontare eventuali danni ambientali, aumentando i rischi per la sicurezza.

La Russia, nonostante i rischi evidenti, continua a fare affidamento su questa flotta per generare entrate fondamentali per sostenere l’economia di guerra. Il petrolio rappresenta una delle principali fonti di reddito per Mosca e, secondo il Centro per la ricerca sull’energia e l’aria pulita (CREA), tra il febbraio 2022 e il giugno 2024, la Russia ha guadagnato 475 miliardi di euro dalle esportazioni di petrolio, pari al 68% del totale delle esportazioni di combustibili fossili. Le principali destinazioni di questo petrolio sono Cina e India, che poi lo raffinano e lo rivendono con etichette diverse sul mercato europeo.

Il pacchetto di sanzioni approvato oggi segue discussioni tra i Paesi membri dell’Unione Europea, tra cui un’ultima resistenza da parte della Lituania, che aveva sollevato preoccupazioni su alcune deroghe per le aziende europee che intendono uscire dal mercato russo. Nonostante le divisioni, la decisione è stata presa sotto la presidenza ungherese del Consiglio dell’UE, che ha cercato di limitare le tensioni tra i membri del blocco.

Le nuove sanzioni rappresentano un ulteriore passo nella lotta dell’UE contro l’aggressione russa in Ucraina, sebbene il pacchetto sia considerato meno severo rispetto a quelli precedenti. Tuttavia, la strategia dell’UE e dei suoi alleati del G7 rimane chiara: mantenere la pressione su Mosca, colpendo le fonti di reddito che sostengono la macchina da guerra del Cremlino.

Nel frattempo, la flotta ombra della Russia continua a operare in gran parte all’oscuro, rendendo difficile il monitoraggio completo delle navi coinvolte. Si stima che il numero totale di petroliere in questa flotta oscilli intorno alle 600 unità, ma l’assenza di trasparenza rende difficile ottenere dati precisi. La lotta per contenere la Russia sui mercati globali del petrolio è destinata a proseguire, con l’UE e i suoi alleati impegnati a rafforzare le misure contro Mosca, ma la capacità del Cremlino di eludere le sanzioni continua a rappresentare una sfida significativa.

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