“L’Italia riconosca la Palestina”: oltre 52mila firme

Appello di 72 ex ambasciatori in vista dell’ONU a settembre

Roma, 4 agosto 2025 – Superano quota 52mila le firme raccolte sulla piattaforma change.org per chiedere al governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina, in seguito a una lettera aperta inviata lo scorso 27 luglio alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni da un gruppo iniziale di oltre 30 ex ambasciatori italiani, oggi saliti a 72 firmatari.

Il promotore dell’iniziativa è Pasquale Ferrara, già direttore per gli Affari politici della Farnesina, che all’Adnkronos ha dichiarato: “Non ci fermeremo fino alla prossima Assemblea generale dell’ONU a settembre”, occasione in cui anche Paesi come Francia, Regno Unito e Canada potrebbero compiere il passo del riconoscimento.

Cuore dell’appello sono tre richieste:

  1. Sospensione della cooperazione militare con Israele;

  2. Sanzioni individuali verso ministri israeliani come Smotrich e Ben G’vir, già dichiarati personae non gratae dall’Olanda;

  3. Sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele.

“Questo governo israeliano – sottolinea Ferrara – non comprende altro linguaggio.” L’obiettivo finale rimane il riconoscimento formale dello Stato palestinese, con confini definiti secondo la linea del 1967. Ferrara respinge l’argomento dell’“immaturità politica” del gesto: “Prematuro rispetto a cosa? Forse il non averlo fatto sinora ha dato risultati migliori?”.

Per il diplomatico, la negazione per anni di una prospettiva politica concreta ha aggravato il conflitto. Il 7 ottobre, episodio che “condanniamo senza se e senza ma”, è “il frutto avvelenato dell’assenza di volontà politica”.

In vista dell’assemblea ONU, sono allo studio azioni coordinate anche in ambito internazionale, appelli simili sono infatti stati lanciati anche da ex ambasciatori di Germania, Belgio, Regno Unito e UE, “si potrebbe pensare a iniziative comuni in occasioni di eventi collaterali delle organizzazioni non governative a New York” per continuare a tenere alta la pressione sulla questione del riconoscimento.

Tra i diplomatici firmatari dell’appello ci sono, tra gli altri, ex ambasciatori all’Ue come Piero Benassi e Ferdinando Nelli Feroci, a Mosca come Pasquale Quito Terracciano e Cesare Ragaglini, alla Nato come Stefano Stefanini, a Londra come Raffaele Trombetta, ex consigliere diplomatici a Palazzo Chigi.

Questa la lista dei primi firmatari: Aldo Amati, Achille Amerio, Lorenzo Angeloni, Antonio Armellini, Marco Baccin, Antonio Badini, Luciano Barillaro, Piero Benassi, Mario Boffo, Alberto Bradanini, Giovanni Brauzzi, Sergio Busetto, Rocco Cangelosi, Francesco Caruso, Ino Cassini, Guido Cerboni, Rosanna Coniglio, Fabio Cristiani, Antonio D’Andria, Gabriele De Ceglie, Anna Della Croce, Vincenzo De Luca, Enrico De Maio, Paolo De Nicolo, Roberto Di Leo, Pasquale Ferrara, Giovanni Ferrero, Luca Fornari, Fernando Gentilini, Giovanni Germano, Gianni Ghisi, Michele Giacomelli, Luca Giansanti, Gherardo La Francesca, Guido La Tella, Massimo Leggeri, Maurizio Lo Re, Liana Marolla, Roberto Mazzotta, Maurizio Melani, Andrea Meloni, Gabriele Menegatti, Elio Menzione, Sergio Mercuri, Laura Mirachian, Franco Mistretta, Giuseppe Mistretta, Enrico Nardi, Ferdinando Nelli Feroci, Claudio Pacifico, Angelo Persiani, Michelangelo Pipan, Natalia Quintavalle, Cesare Ragaglini, Cristina Ravaglia, Giancarlo Riccio, Giacomo Sanfelice, Lucio Alberto Savoia, Gianpaolo Scarante, Pietro Sebastiani, Paolo Serpi, Stefano Starace Janfolla, Stefano Stefanini, Vittorio Surdo, Antonio Tarelli, Franco Tempesta, Pasquale Quito Terracciano, Carlo Trezza, Raffaele Trombetta, Raniero Vanni d’Archirafi, Gianfranco Varvesi, Gianni Veltroni.

(Nap/Adnkronos)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.