Il mercato auto in Italia si riduce: previsioni 2024 indicano 1,5 milioni di immatricolazioni, calo generalizzato

Le vendite di auto in Italia registrano una flessione dell'0,5% nel 2024, con Stellantis in forte calo.

Il mercato auto in Italia si riduce: previsioni 2024 indicano 1,5 milioni di immatricolazioni, calo generalizzato

Il mercato auto – Il mercato automobilistico italiano continua a segnare un passo indietro nel 2024, con un lieve calo delle immatricolazioni che si attesta a 1.558.704 unità, ossia lo 0,5% in meno rispetto all’anno precedente. Seppur contenuto, il dato si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che sta colpendo l’intero settore, che registra una flessione dell’18,7% rispetto ai livelli pre-Covid. In parallelo, le vendite di veicoli elettrici faticano a decollare, nonostante gli sforzi dell’Unione Europea per incentivare la transizione verso una mobilità a zero emissioni.

L’anno appena concluso ha visto anche una contrazione nelle vendite dei principali gruppi automobilistici, tra cui Stellantis, che ha registrato un calo significativo, pari al 9,9% delle immatricolazioni in Italia. Il gruppo ha visto diminuire la propria quota di mercato, scesa al 29% rispetto al 32% dell’anno precedente. La situazione è ancora più preoccupante se si considera il dato di dicembre, in cui Stellantis ha venduto solo 24.411 unità, con una riduzione del 18,1% rispetto al dicembre 2023.

Anche il marchio Fiat, simbolo dell’industria automobilistica italiana, ha subito una contrazione notevole, con un calo delle immatricolazioni pari al 41,1% nel mese di dicembre. Tuttavia, Fiat ha mantenuto la leadership nelle vendite annuali, con oltre 143.000 veicoli venduti, ma anche in questo caso si osserva un decremento a due cifre rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, la Panda, prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, ha continuato a essere il modello preferito dagli italiani, con quasi 100.000 immatricolazioni nel corso dell’anno.

Sul fronte dei veicoli commerciali, Fiat Professional ha confermato la sua posizione di primo piano, con oltre 46.000 immatricolazioni e una quota di mercato del 23,6%, grazie soprattutto al successo del Ducato, modello che ha visto quasi 20.000 vendite, stabilizzando la posizione di Fiat nel segmento. Jeep, marchio che ha trovato una nicchia importante, ha registrato il miglior risultato tra i SUV con il modello Avenger, che ha raggiunto una quota del 9% nel mercato B-SUV.

Il mercato italiano, tuttavia, ha visto una performance contrastante tra i vari marchi internazionali. Volkswagen ha avuto una leggera crescita (+0,6%) nel 2024, con oltre 260.000 veicoli venduti, mentre Renault ha visto un aumento maggiore, con un +10% rispetto al 2023, raggiungendo quasi 185.000 immatricolazioni. Toyota ha avuto una delle performance migliori, con un incremento del 26%, arrivando a vendere quasi 130.000 unità. Al contrario, Ford ha subito un forte calo, con una perdita di immatricolazioni pari al 16%, arrivando a registrare circa 69.000 veicoli.

L’intero mercato europeo, comunque, ha presentato andamenti differenti. In Spagna, ad esempio, il 2024 ha visto una ripresa significativa delle vendite, con un aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente, superando il milione di immatricolazioni. Il mercato spagnolo si è avvicinato ai livelli pre-pandemia, con una cifra superiore al milione di veicoli venduti, contro la situazione italiana, dove il calo rispetto al 2019 è del 18,7%.

Le previsioni per il 2025 non sono altrettanto rosee, con una crescente preoccupazione per la situazione economica e le politiche europee. Gian Primo Quagliano, presidente del centro studi Promotor, ha espresso il suo disappunto, suggerendo che l’Unione Europea dovrebbe intervenire con incentivi a favore delle case automobilistiche, anziché imporre pesanti multe per la transizione energetica. Secondo Quagliano, le politiche attuali rischiano di danneggiare l’intero settore, che sta già lottando con costi elevati e incertezze legate ai cambiamenti normativi.

Le associazioni delle imprese del settore, come Anfia (associazione delle imprese italiane della filiera automobilistica) e Unrae (associazione delle case automobilistiche estere), hanno espresso forti preoccupazioni per il futuro. Mentre Anfia si dice pessimista per il 2025, puntando sul 2026 come anno di possibile recupero, Unrae ha sottolineato l’assenza di progressi significativi nella transizione verso la mobilità a zero emissioni. “Il 2024 è stato un anno sprecato”, ha dichiarato Michele Crisci, presidente di Unrae, criticando l’approccio frammentato e scoordinato delle politiche sia a livello nazionale che europeo.

L’incertezza sul futuro delle politiche ambientali e le difficoltà strutturali del mercato automobilistico stanno dunque imponendo una riflessione urgente da parte dei protagonisti del settore. Se da un lato le politiche per ridurre le emissioni sono in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’Unione Europea, dall’altro queste stesse politiche rischiano di gravare in modo significativo sulle imprese del settore, le cui vendite, come dimostrano i dati di immatricolazione, sono in calo e non mostrano segni di una ripresa imminente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.