G7 appello per cambiamento urgente sul Pianeta, guerre e fame
G7 appello – Fiuggi (IT), novembre 2024 – Durante la riunione ministeriale degli Affari Esteri del G7 a Fiuggi, Azione Contro la Fame ha lanciato un appello urgente ai leader mondiali per fermare la fame causata dai conflitti e prevenire l’utilizzo della fame come strumento di guerra. Nonostante le risoluzioni internazionali, come la Risoluzione 2417 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che nel 2018 condannò l’uso della fame come arma di guerra, le crisi umanitarie sono in aumento.
Giulia Carlini, responsabile dell’Advocacy per Azione Contro la Fame Italia, ha dichiarato: “Il G7 ha gli strumenti necessari per fare la differenza. È fondamentale che le dichiarazioni si traducano in azioni concrete per proteggere i civili e garantire l’accesso sicuro agli aiuti umanitari.”
Gli strumenti esistono già, ma vanno rafforzati
Azione Contro la Fame sollecita il G7 a implementare con maggiore determinazione due strumenti chiave per fermare la fame nei conflitti:
- La Risoluzione 2417, che riconosce il legame tra fame e conflitti e condanna l’uso della fame come arma di guerra, chiedendo alle parti in conflitto di garantire l’accesso umanitario senza ostacoli.
- Il Patto G7 per la prevenzione delle carestie e delle crisi umanitarie del 2021, che punta a prevenire le carestie, promuovendo il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e facilitando l’accesso agli aiuti.
Crisi in corso: Gaza, Cisgiordania, Libano e Sudan
Azione Contro la Fame ha evidenziato le situazioni critiche in diverse aree geografiche:
- Gaza: Oltre 2 milioni di persone sono a rischio carestia, con un blocco degli aiuti che ha aggravato la situazione. La malnutrizione infantile è in forte aumento, colpendo soprattutto i bambini sotto i due anni, nati prima o durante il conflitto. Inoltre, il 2024 si prevede come l’anno più letale per gli operatori umanitari, con oltre 20 morti tra ottobre e novembre.
- Cisgiordania: Decine di migliaia di palestinesi rischiano il trasferimento forzato, a causa degli attacchi violenti da parte di coloni israeliani. Le violenze contro persone, proprietà e terre agricole hanno esacerbato la crisi.
- Libano: L’escalation delle violenze ha ostacolato l’accesso agli aiuti umanitari, mettendo in pericolo la sicurezza degli operatori. Nonostante l’impegno di 800 milioni di dollari da parte dei donatori, i fondi devono essere rapidamente destinati alle popolazioni vulnerabili, e garantito l’accesso sicuro agli aiuti.
- Sudan: Oltre la metà della popolazione, circa 25,6 milioni di persone, vive in insicurezza alimentare acuta, mentre il Darfur Settentrionale è ormai in condizioni di carestia. Le violenze continue rendono difficile l’accesso agli aiuti umanitari, aggravando ulteriormente la crisi.
Appello a un cambiamento urgente
Azione Contro la Fame ha chiesto al G7 di adottare misure concrete per affrontare la crisi alimentare globale:
- Implementare pienamente la Risoluzione 2417 per fermare l’uso della fame come arma di guerra e garantire l’accesso umanitario senza ostacoli.
- Rafforzare il Famine Prevention and Humanitarian Crises Compact, utilizzando la diplomazia umanitaria per garantire l’accesso sicuro agli aiuti e proteggere i civili, gli operatori umanitari e le infrastrutture nei conflitti.
- Mobilitare risorse adeguate per rispondere alle crisi alimentari a Gaza, Libano e Sudan, assicurando che gli aiuti raggiungano rapidamente le popolazioni vulnerabili.
- Intervenire per un cessate il fuoco immediato e permanente per evitare ulteriori perdite di vite umane e arrestare la distruzione di queste aree.
“È tempo che il G7 dimostri un impegno concreto nella lotta contro la fame e nella protezione dei civili. Le parole devono trasformarsi in azioni per salvare vite umane e garantire che i civili non muoiano di fame”, ha concluso Giulia Carlini.
Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a combattere la fame nel mondo. Da 45 anni, lavora per prevenire e curare la malnutrizione, intervenendo in 56 paesi. Ogni anno, raggiunge 21 milioni di persone, promuovendo la resilienza delle famiglie e migliorando l’accesso a cibo, acqua e salute.
Per maggiori informazioni: www.azionecontrolafame.it.
