Operazione della Guardia di Finanza tra Bari e Sannicandro
Dalle prime ore del mattino di martedì 28 maggio 2025, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto del Gruppo Pronto Impiego, stanno procedendo all’esecuzione di 12 provvedimenti cautelari personali disposti dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I destinatari delle misure, in parte già detenuti per altri reati, sono residenti nella provincia di Bari e sono stati individuati all’esito degli interrogatori preliminari svolti nei giorni 19 e 20 maggio 2025.
Le accuse, formulate in fase di indagine preliminare, comprendono i reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotrope, resistenza a pubblico ufficiale e riciclaggio. Le misure includono sia la custodia in carcere sia gli arresti domiciliari.
Gli indizi di colpevolezza a carico dei soggetti coinvolti sono stati ricavati attraverso un sistema investigativo basato su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, riprese video in aree sensibili, pedinamenti e servizi di osservazione. Questi elementi sono stati riscontrati da sequestri di droga e arresti in flagranza di reato, che hanno confermato il contenuto delle conversazioni intercettate.
L’indagine, portata avanti dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, ha permesso di far emergere l’attività di un’organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana, collegata, secondo l’impostazione accusatoria, anche ad esponenti del clan Parisi.
L’organizzazione avrebbe operato in modo strutturato, gestendo la filiera del traffico di droga tra il capoluogo pugliese e Sannicandro di Bari, con ramificazioni anche in Basilicata. Le sostanze venivano acquisite, trasportate, nascoste e conservate in depositi individuati in due casolari isolati nella campagna di Sannicandro di Bari, nonché in un appartamento del quartiere San Paolo di Bari.
Secondo gli investigatori, i luoghi isolati fungevano da centri di scambio per la cessione di consistenti partite di droga ad altri gruppi criminali. Una parte rilevante delle attività del gruppo era affidata all’uso della piattaforma Telegram, con un canale denominato “GOLDEN BOYS FARMS”, dove venivano pubblicati contenuti promozionali della droga: immagini, video, listini prezzi, “offerte del giorno” e “pacchetti”. Tale sistema consentiva di ricevere ordini da spacciatori locali e clienti finali.
Le modalità di consegna erano di due tipi: il “DELIVERY”, effettuato tramite veicoli a noleggio tra Puglia e Basilicata, e il “MEET YOU”, ovvero la consegna diretta nel territorio barese su appuntamento telefonico via WhatsApp.
Nel corso dell’indagine sono stati effettuati numerosi interventi operativi, anche con la collaborazione del Reparto Operativo Aeronavale e della Tenenza di Mola di Bari. I risultati hanno portato al sequestro di 15 chilogrammi di stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana, nonché 132.000 euro in contanti. Inoltre, sono stati arrestati in flagranza 5 corrieri della droga e localizzati i depositi utilizzati come luoghi di stoccaggio e preparazione della sostanza.
In almeno un’occasione, gli indagati avrebbero opposto resistenza agli operatori delle forze dell’ordine, tentando la fuga durante un inseguimento ad alta velocità, con il conseguente rischio per la sicurezza degli agenti e dei cittadini.
L’operazione odierna rappresenta il culmine di un’attività investigativa durata diversi mesi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata a contrastare le dinamiche criminali del traffico di droga sul territorio. I risultati ottenuti si inseriscono nel quadro di un più ampio sforzo delle unità specializzate del Nucleo PEF di Bari, che nel biennio passato hanno sequestrato oltre 2 tonnellate di stupefacenti e arrestato più di 40 corrieri.
Le persone colpite dalle misure cautelari sono attualmente sottoposte a procedimento nella fase delle indagini preliminari. La verifica delle responsabilità dovrà avvenire nel corso del processo penale, nel rispetto del diritto alla difesa e del principio di presunzione d’innocenza.
