Colosimo: Le mafie usano IA e criptofonini, polizia limitata

La presidente della Commissione Antimafia lancia l’allarme

Colosimo: Le mafie usano IA e criptofonini, polizia limitata

Colosimo – La presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo ha sollevato preoccupazioni riguardo all’uso delle nuove tecnologie da parte delle organizzazioni criminali. Durante il convegno “Algoritmi criminali: IA, mafie, web” a Palazzo San Macuto, ha evidenziato come la criminalità organizzata stia adottando in modo sempre più sofisticato l’intelligenza artificiale e altre tecnologie avanzate per potenziare le proprie attività illecite. Le organizzazioni mafiose, ha spiegato Colosimo, sfruttano algoritmi di machine learning per operazioni di riciclaggio di denaro e per realizzare attacchi informatici estremamente complessi, capaci di eludere le difese delle istituzioni.

Secondo la presidente della Commissione, questi strumenti tecnologici permettono alle mafie di gestire comunicazioni al di fuori del controllo delle forze di polizia e della magistratura, usando piattaforme di comunicazione protetta e criptata, che rendono difficile, se non impossibile, l’intercettazione. “La tecnologia ha reso più difficile l’operato delle forze dell’ordine. Le mafie non sono più dipendenti dai tradizionali dispositivi come gli smartphone. Oggi, per le organizzazioni criminali, è il criptofonino a fare la differenza”, ha dichiarato Colosimo, aggiungendo che questi dispositivi permettono comunicazioni assolutamente sicure, prive della possibilità di essere intercettate.

Il criptofonino, ha proseguito Colosimo, consente di comunicare in maniera completamente cifrata, impedendo l’accesso e la registrazione delle conversazioni. Questo strumento è ormai la scelta preferita tra i criminali, in quanto garantisce una maggiore sicurezza rispetto ai normali smartphone, che comunque sono utilizzati per accedere a piattaforme come Telegram, dove è possibile acquistare droghe in quantità illimitata, proprio come in un qualsiasi negozio online. Il pagamento, inoltre, avviene attraverso l’utilizzo di criptovalute, in particolare Bitcoin, che rende il processo di transazione ancora più anonimo e difficilmente tracciabile.

Colosimo ha ribadito che queste pratiche non sono futuristiche, ma fanno già parte della realtà attuale della criminalità organizzata. “La criminalità non è più arretrata, è proiettata nel futuro e utilizza i mezzi più moderni a disposizione”, ha aggiunto. Tuttavia, ha osservato che nonostante le forze di polizia e la magistratura possiedano gli strumenti necessari per contrastare questi fenomeni, la loro efficacia è spesso limitata da “paletti” normativi che ne ostacolano l’azione.

In questo contesto, la Commissione Antimafia, sotto la guida di Colosimo, ha istituito un comitato ad hoc per occuparsi delle problematiche legate alle piattaforme di comunicazione cifrate e alle criptovalute, segnando un passo importante per allinearsi alle nuove sfide imposte dalla criminalità tecnologica. La presidente ha sottolineato che la Commissione sta facendo tutto il possibile per rimanere aggiornata e affrontare al meglio le nuove minacce legate all’uso della tecnologia da parte delle mafie.

Colosimo ha concluso il suo intervento esortando il Parlamento a riflettere seriamente sulla situazione e a fare scelte legislative che possano consentire alle forze dell’ordine di agire con maggiore efficacia contro questi fenomeni. “È fondamentale rilanciare l’impegno del Parlamento e garantire che il nostro modello di lotta al crimine possa essere esportato anche in altre nazioni”, ha dichiarato, facendo riferimento alla necessità di un’azione più incisiva a livello globale.

Le sue parole fanno luce su un problema sempre più rilevante: mentre la tecnologia avanza, la criminalità organizzata sta imparando a sfruttarla per rendere le proprie operazioni più efficienti e difficilmente rintracciabili. Questo ha posto le forze di polizia e la giustizia in una posizione di svantaggio, dove la legislazione spesso non è al passo con i rapidi cambiamenti tecnologici.

Eventi futuri come il prossimo incontro della Commissione, previsto per la fine dell’anno, serviranno a rafforzare il dibattito in Parlamento e a sviluppare proposte concrete per un aggiornamento delle leggi in materia di sicurezza informatica e contrasto alle attività criminali online.

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