Codice della Strada, Corrado (PD): “Salvini distorce dati per propaganda”
Codice della Strada – Il dibattito in corso riguardante il nuovo Codice della Strada ha preso una piega seria dopo le affermazioni del Ministro Matteo Salvini, accusato di manipolare i dati sulla mortalità stradale a fini propagandistici. In seguito a un acceso confronto tra Salvini e oltre 30 associazioni che rappresentano i familiari delle vittime della strada, il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza parlamentare per chiarire la veridicità delle informazioni divulgate dal Ministro.
Le associazioni hanno contestato le dichiarazioni di Salvini, che parlava di una presunta diminuzione del 25% dei decessi stradali a soli quindici giorni dall’implementazione del nuovo Codice. Tale affermazione è stata prontamente smentita da un accurato lavoro di verifica dei fatti condotto dall’ASAPS e dall’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, che hanno messo in evidenza la necessità di dati precisi e completi in un ambito così delicato
Annalisa Corrado, membro della Segreteria Nazionale del PD e eurodeputata del gruppo S&D, ha espresso forte indignazione per l’uso distorto delle statistiche da parte di un esponente governativo. “È inaccettabile che un Ministro della Repubblica faccia uso di dati parziali e fuorvianti per alimentare la propria propaganda, a discapito delle famiglie che hanno vissuto la tragedia delle morti sulla strada”, ha dichiarato Corrado, sottolineando la gravità della situazione.
Inoltre, Corrado ha stigmatizzato le minacce legali avanzate da Salvini contro le associazioni, che si battono per la sicurezza stradale e hanno il diritto di contestare le affermazioni del Ministro. “Le associazioni, che Salvini sostiene di aver consultato per il Codice, sono quelle che lo hanno ribattezzato ‘Codice della Strage’”, ha aggiunto, evidenziando l’assenza di ascolto nei confronti delle loro richieste.
L’interpellanza parlamentare proposta da Andrea Casu e firmata da altri membri del partito, tra cui Anthony Barbagallo e Valentina Ghio, ha l’obiettivo di fare chiarezza sulle affermazioni di Salvini e di garantire che le voci delle associazioni siano ascoltate. Queste organizzazioni, che rappresentano le famiglie delle vittime, chiedono un cambio di paradigma nella mobilità urbana, con un forte impulso verso un modello di mobilità sostenibile che garantisca una maggiore sicurezza per tutti.
Un esempio di questo approccio è rappresentato dal progetto “Bologna Città 30”, che ha dimostrato l’efficacia delle misure di sicurezza stradale. Secondo i dati, questo modello ha portato a una riduzione del 11% degli incidenti e a un calo del 33% dei decessi. Inoltre, l’iniziativa ha avuto un impatto positivo sull’ambiente, contribuendo a una diminuzione del 23% dell’inquinamento atmosferico legato al traffico.
Le associazioni chiedono ora di superare le misure attuali e di adottare soluzioni che non solo riducano il numero degli incidenti, ma promuovano anche una mobilità collettiva e sostenibile, in linea con le esigenze delle città moderne. La risposta del governo e la capacità di ascoltare le esigenze dei cittadini saranno cruciali per affrontare la questione della sicurezza stradale in modo efficace.
