Sempre più famiglie scelgono rifugi per sicurezza personale
In Italia aumenta il numero di cittadini che scelgono di investire nella costruzione di un bunker privato. Una tendenza che, secondo i fondatori dell’azienda “Il mio bunker”, Maurizio Balotta e Stefania Rivoltini, riflette una trasformazione profonda nella percezione della sicurezza personale. L’azienda, con una lunga esperienza nel settore edilizio a partire dagli anni ’40, ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di rifugi sotterranei, ispirandosi alla tecnologia svizzera e adattandola al contesto italiano.
La crescente domanda è alimentata da una sensibilità nuova, che considera la protezione non più soltanto in termini militari ma anche familiari, climatici e digitali. I rifugi vengono progettati in modo modulare e personalizzabile per offrire soluzioni adeguate a diverse esigenze. I committenti, infatti, possono scegliere configurazioni differenti, tenendo conto di criteri funzionali (autonomia, ventilazione, sicurezza), di comfort (arredi, vivibilità) e di integrazione estetica nel paesaggio.
La costruzione di un bunker, spiegano i titolari, richiede generalmente da due a tre mesi, a seconda della profondità, del tipo di terreno, della localizzazione e del livello di indipendenza desiderato. Si tratta a tutti gli effetti di opere edilizie soggette a permessi, studi geologici e autorizzazioni comunali. “Il mio bunker” affianca i clienti lungo tutto il processo, affidandosi a una rete di professionisti per affrontare l’intero iter burocratico e tecnico.
Non esistono dati ufficiali sulla diffusione di questi rifugi in Italia, principalmente per motivi di riservatezza. Tuttavia, i fondatori dell’azienda stimano che nel territorio nazionale vi siano attualmente tra i 400 e i 700 bunker privati attivi. Negli ultimi cinque anni si è diffusa una vera e propria cultura della preparazione personale, inizialmente guardata con sospetto, oggi considerata da molti un atto responsabile.
L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha rappresentato il punto di svolta, facendo emergere la consapevolezza che la normalità può essere stravolta in tempi brevissimi. Successivamente, i conflitti internazionali e le preoccupazioni ambientali hanno rafforzato questo orientamento. La clientela è molto varia: famiglie, liberi professionisti e imprenditori. Le richieste provengono anche dall’estero, in particolare da Svizzera, Germania e Sud Europa. I costi dei rifugi rimangono riservati, ma secondo i fondatori sono inferiori al valore di un appartamento di lusso.
